mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
11 Ottobre 2012

SORAFENIB NEL TRATTAMENTO DELLA RECIDIVA DI CARCINOMA EPATICO DOPO TRAPIANTO DI FEGATO

I risultati preliminari dello studio suggeriscono che l’agente target costituisca una terapia efficace per questi pazienti

Esistono limitati dati sull’uso di sorafenib nel trattamento della recidiva di carcinoma epatico dopo trapianto ortotopico di fegato. All’Azienda ospedaliera – Università di Padova, 10 pazienti sono stati trattati con sorafenib dopo trapianto di fegato, secondo le linee guida dell’Agenzia Italiana del Farmaco: tutti mostravano funzione epatica ben compensata (classe Child-Pugh A in caso di cirrosi), stadio intermedio o avanzato del carcinoma epatico, buone condizioni generali (performance status 0) e nessuna indicazione a terapie loco-regionali. I pazienti con recidiva del tumore dopo trapianto di fegato sono stati trattati con sorafenib (400 mg 2 volte al giorno). Gli eventi avversi sono stati valutati utilizzando i criteri specifici di tossicità comune del National Cancer Institute (NCI-CTCAE), vers. 3.0, con le risposte tumorali determinate secondo i criteri RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors) modificati. Nello studio pubblicato sulla rivista Transplantation Proceedings (leggi abstract), la durata mediana di trattamento è risultata di 10 mesi (range: 2 – 18) e 7 pazienti (70%) hanno ricevuto un’ulteriore terapia target con inibitori mTOR, come parte del regime di immuno-soppressione. Gli eventi avversi più comuni di grado 3 sono stati diarrea (50%), reazione cutanea mano-piede (30%) e fatigue (20%). Sorafenib è stato sospeso in 3 pazienti (30%) per gli eventi avversi e altri 4 pazienti (40%) hanno richiesto un aggiustamento della dose, ma nessun deterioramento della funzione del fegato trapiantato è stato osservato. Tre pazienti (30%) hanno interrotto il trattamento per progressione radiologica del tumore, mentre 3 erano ancora in terapia al momento della pubblicazione dello studio. Il tempo mediano alla progressione è risultato di 8 mesi (range: 2 – 16) e la sopravvivenza mediana dall’inizio della terapia è stata di 18 mesi (range: 4 – 36). In conclusione, i risultati preliminari di questo studio suggeriscono che sorafenib rappresenti un trattamento efficace e sicuro per i pazienti con recidiva di carcinoma epatico dopo trapianto ortotopico di fegato.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 9 – Ottobre 2012
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