giovedì, 25 luglio 2024
Medinews
20 Dicembre 2012

SORAFENIB NEL TRATTAMENTO DEL CARCINOMA RENALE IN STADIO AVANZATO

Particolare attenzione è volta ai pazienti che presentano comorbilità e a quelli più anziani che mostrano fragilità d’organo e richiedono quindi maggiore sicurezza nelle terapie

Ricercatori della Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, hanno pubblicato sulla rivista Therapeutic Advances in Urology (leggi testo integrale) una revisione sull’evidenza di un uso più efficace e sicuro di sorafenib, primo agente antitumorale a bersaglio molecolare in grado di rallentare la progressione del carcinoma renale in stadio avanzato o metastatico, un tumore da sempre refrattario alle terapie convenzionali. L’esperienza di pratica clinica quotidiana e gli studi che esplorano l’utilizzo di questo agente nei pazienti che presentano condizioni patologiche gravi hanno permesso l’estensione dell’uso di sorafenib ad altri ambiti del carcinoma renale e a particolari popolazioni a rischio. La revisione presta particolare attenzione ai pazienti che presentano numerose comorbilità, come disfunzione renale e cardiaca, e ai pazienti più anziani che per la fragilità, dovuta alla compromessa funzione degli organi interni, hanno bisogno di una somministrazione più attenta degli agenti antineoplastici a bersaglio molecolare.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 11 – Dicembre 2012
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