mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
25 Febbraio 2010

SORAFENIB NEL PAZIENTE ANZIANO

Lo studio TARGET ha indicato l’utilità del farmaco, indipendente dall’età, senza aumento degli eventi avversi. Gli autori offrono suggerimenti per massimizzare il beneficio clinico e ottimizzare l’uso terapeutico

Il carcinoma renale colpisce principalmente gli individui più anziani: circa la metà delle nuove diagnosi di carcinoma renale viene posta in persone di età superiore a 65 anni. La proposta di un piano di trattamento per i pazienti anziani necessità quindi di una considerazione speciale; le caratteristiche fisiologiche, cognitive e sociali legate all’età possono influenzare ogni stadio del trattamento del paziente. Fino a tempi recenti, le opzioni di trattamento per i pazienti anziani con carcinoma renale erano limitate. Sorafenib è stato il primo inibitore multichinasico approvato per il trattamento del carcinoma renale negli Stati Uniti e in Europa. Nello studio TARGET (Treatment Approaches in Renal Cell Cancer Global Evaluation Trial) di fase III, sorafenib ha mostrato allungare la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti con carcinoma renale in stadio avanzato, indipendentemente dall’età. La percentuale di incidenza di eventi avversi non è significativamente più alta nei pazienti anziani in trattamento con sorafenib, rispetto ai più giovani. Quindi il farmaco rappresenta un’importante opzione di trattamento per i pazienti anziani con carcinoma renale. Oncologi del Montefiore Medical Center-North Division/New York Medical College di New York hanno proposto alcune speciali considerazioni per i medici prima di scegliere il regime di trattamento per i pazienti più anziani con carcinoma renale e raccomandazioni sull’integrazione di strategie di gestione specifica in pratica clinica che permetteranno l’ottimizzazione dell’uso di sorafenib nell’anziano. L’articolo pubblicato sulla rivista Medical Oncology (leggi abstract originale) si focalizza sulla selezione dei pazienti, sulla valutazione della qualità di vita, sulla gestione degli eventi avversi e sulle modifiche della dose di farmaco. Il fine di queste raccomandazioni è massimizzare il beneficio clinico del farmaco nella popolazione anziana anche attraverso un uso più appropriato.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2010
TORNA INDIETRO