giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
11 Dicembre 2008

SORAFENIB MIGLIORA I MARCATORI ASSOCIATI ALLA SOPRAVVIVENZA DELL’EPATOCARCINOMA

L’inibitore multichinasico sorafenib abbassa i livelli del fattore di crescita degli epatociti (HGF) e aumenta quelli di VEGF, due marcatori associati a ridotta sopravvivenza nell’epatocarcinoma (HCC). I risultati dello studio SHARP (Sorafenib HCC Assessment Randomized Protocol) di fase 3 sono stati presentati al Presidential Plenary Session of the Liver Meeting 2008 (San Francisco 31 ottobre – 4 novembre 2008), l’incontro annuale dell’AASLD (American Association for the Study of Liver Disease), dal principale investigatore, il dott. Josef Llovet dell’Hospital Clinic di Barcellona (Spagna) e della Mount Sinai School of Medicine di New York (Usa). Nello studio SHARP sono stati arruolati 602 pazienti con HCC in stadio avanzato e randomizzati a sorafenib orale (400 mg x 2 al giorno) o placebo. Campioni di plasma dei pazienti sono stati raccolti al momento dell’arruolamento (basale) e dopo 12 settimane di trattamento e in essi sono stati valutati, con dosaggio ELISA, 6 biomarcatori (VEGF, VEGFR-2 e VEGFR-3 solubili, c-Kit solubile, HGF, e Ras p21) e un marcatore tumorale (pERK). Sorafenib ha abbassato i livelli di c-Kit del 33%, di HGF del 7.4%, di sVEGFR-2 del 25.7% e di sVEGFR-3 del 14.1% ed ha quasi raddoppiato i livelli di VEGF (incremento del 195.7% a 12 settimane). “VEGF e c-Kit sono stati identificati quali fattori indipendentemente associati alla sopravvivenza globale”, ha spiegato il dott. Llovet al meeting. “Livelli bassi di HGF ed elevati di c-Kit sono stati associati a sopravvivenza più lunga nei pazienti trattati con sorafenib.” Nello specifico, VEGF ha mostrato un rischio (HR) di 1.52 e c-Kit di 0.76 rispetto alla sopravvivenza per HCC. VEGF è stato anche associato in modo indipendente alla sopravvivenza (HR = 1.98) e al tempo alla progressione della malattia (HR = 2.65) nel gruppo placebo. Nei pazienti trattati con sorafenib, bassi livelli di HGF (HR = 1.681) ed alti livelli di c-Kit (HR = 0.56) sono stati associati ad una migliore sopravvivenza. “Questo è il primo farmaco che mostra risultati positivi sull’epatocarcinoma”, ha confermato il presidente del congresso AASLD, Arthur J McCollough, della Case Western Reserve University di Cleveland (Ohio) in una nota introduttiva alla presentazione di Llovet.
(fonte Reuters, San Francisco 3 novembre 2008)


Liver Cancer Newsgroup – Numero 4 – Dicembre 2008
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