lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
10 Febbraio 2011

SORAFENIB INDUCE RISPOSTA COMPLETA NEL TUMORE EPATICO IN STADIO AVANZATO

Prima evidenza della scomparsa di una lesione di 6 cm con normalizzazione dei livelli di alfa-fetoproteina entro 6 mesi dall’inizio del trattamento con la monoterapia

Il carcinoma epatico è, per frequenza, la quinta forma di tumore al mondo. Il trattamento dello stadio avanzato di questa neoplasia con farmaci anti-neoplastici convenzionali non ha dato in passato risultati soddisfacenti, ma l’introduzione in terapia dell’inibitore multi-chinasico orale sorafenib in questa popolazione di pazienti oncologici ha ottenuto un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale. Analogamente agli altri farmaci anti-angiogenici utilizzati in varie forme di cancro, anche sorafenib può indurre una riduzione dell’estensione del tumore normalmente osservata con i farmaci citotossici convenzionali: i dati raccolti dagli studi condotti con sorafenib e altri agenti a bersaglio molecolare in via di sviluppo non hanno dato esiti di risposta completa per l’epatocarcinoma indotto da epatite cronica da virus C (HCV). Ricercatori italiani riferiscono su BioMed Central Gastroenterology (leggi articolo originale) il caso clinico di un paziente maschio di 84 anni sofferente da tempo di infezione cronica da HCV inviato al dipartimento di radiologia dell’Università di Pisa per un esame ecografico di una lesione epatica focale. Per meglio caratterizzare la malattia epatica e formulare la diagnosi della lesione, il paziente è stato ospedalizzato presso il dipartimento di gastroenterologia. Gli esami di laboratorio e strumentali hanno confermato il quadro clinico di cirrosi epatica da HCV e hanno identificato una lesione epatica di circa 6 cm, caratteristica di un epatocarcinoma infiltrante con trombosi del tronco portale. A causa dello stadio avanzato della patologia è stata avviata la terapia con sorafenib 400 mg bid. Fin dal primo mese di trattamento, è stata osservata una riduzione dei livelli di alfa-fetoproteina che, entro il terzo mese, si sono normalizzati. La TAC ha inoltre evidenziato una riduzione del 50% della lesione neoplastica associata a canalizzazione del tronco portale. Al sesto mese è stata confermata la normalizzazione dei livelli di alfa-fetoproteina e la RM ha dimostrato la scomparsa completa della lesione neoplastica. È stata anche osservata una riduzione dei livelli sierici di metallo-proteinasi. Al momento il paziente è inserito in un programma di follow-up per valutare la durata della risposta completa. Secondo gli autori la diffusione dei risultati di questo caso clinico è importante perché rappresenta la prima evidenza di risposta completa a sorafenib in un paziente anziano con epatocarcinoma avanzato conseguente a infezione cronica da HCV.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2011
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