mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
13 Settembre 2010

SORAFENIB IN PRIMA LINEA NEI PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE METASTATICO NON TRATTATI CON IMMUNOTERAPIA

Valutazione di fase II dell’efficacia del farmaco in pazienti che non vogliono ricevere o sono rapidamente divenuti intolleranti all’immunoterapia. I pazienti con carcinoma renale a cellule chiare in stadio avanzato, a rischio intermedio o basso, candidati alla terapia con citochine per preferenza o intolleranza precoce (entro 4 settimane) all’immunoterapia, che non avevano ricevuto precedentemente alcuna terapia con farmaci anti-angiogenici, sono stati trattati con sorafenib (400 mg x 2 volte al giorno) in prima linea fino a progressione della malattia o a tossicità inaccettabile. Nello studio SOGUG 06-01 sono stati valutati 26 pazienti arruolati in 6 centri nel periodo marzo-luglio 2006. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (SSP). Le più comuni localizzazioni delle metastasi erano polmoni e ossa: 9 pazienti avevano uno o due lesioni metastatiche. In questi pazienti, la SSP mediana è stata di 7.5 mesi (intervallo di confidenza [IC] 95%: 5.1 – 17.5) e la sopravvivenza globale (SG) di 15.4 mesi (IC 95%: 12.9 – 17.4). Tra i 21 pazienti valutabili per la risposta, 19 (90.5%) hanno manifestato controllo della malattia (1 risposta completa, 4 risposte parziali e 14 stabilizzazioni della malattia). Eventi avversi erano per la maggior parte di grado 1 e 2 (87.3%) e più frequenti erano astenia (53%) e diarrea (50%). Lo studio pubblicato nella rivista Clinical and Translational Oncology (leggi abstract originale), ha messo in evidenza l’alto tasso di controllo della malattia e il basso grado di tossicità esercitato da sorafenib somministrato in prima linea al posto dell’immunoterapia. La SSP raggiunta in questa popolazione, essenzialmente naïve al trattamento, era risultata comparabile a quella osservata nello studio randomizzato di fase II di prima linea.
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