martedì, 24 novembre 2020
Medinews
5 Aprile 2012

SORAFENIB IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO OLTRE I CRITERI DI MILANO DOPO TRAPIANTO DI FEGATO

Sorafenib adiuvante potrebbe estendere la sopravvivenza libera da malattia e globale in questi pazienti dopo trapianto ortotopico

Il trapianto ortotopico di fegato è uno dei più efficaci trattamenti nei pazienti con carcinoma epatico che rientrano nei criteri di Milano. Tuttavia, nei pazienti che superano questi criteri, i tassi di recidiva sono più alti e la prognosi è più sfavorevole. Sorafenib è l’unico agente che ha mostrato un beneficio di sopravvivenza nei pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato; tuttavia, il suo ruolo in pazienti oltre i criteri di Milano dopo il trapianto ortotopico di fegato rimane poco chiaro e richiede ulteriore investigazione. In questo studio caso-controllo, pubblicato sulla rivista World Journal of Surgical Oncology (leggi abstract originale), i ricercatori cinesi hanno retrospettivamente analizzato 17 pazienti oltre i criteri di Milano e sottoposti a trapianto ortotopico di fegato per il carcinoma epatico. Questi pazienti sono stati stratificati in tre gruppi, a seconda che fossero trattati con terapia adiuvante (n = 5), cura palliativa (n = 6) e di controllo (n = 6). Nove di 11 pazienti che hanno ricevuto sorafenib dopo trapianto di fegato hanno dovuto ridurre la dose per effetti collaterali di grado superiore a 2. I tassi di sopravvivenza libera da malattia nei pazienti in trattamento con sorafenib adiuvante o meno erano rispettivamente 100 vs 37.5% a 6 mesi (p = 0.034), 66.7 vs 9.4% a 12 mesi (p = 0.026) e 66.7 vs 0.0% a 18 mesi (p = 0.011). I tassi di sopravvivenza globale nei pazienti in cura palliativa e di controllo erano rispettivamente 66.7 vs 40.0% a 6 mesi (p = 0.248), 66.7 vs 40.0% a 12 mesi (p = 0.248) e 50.0 vs 20.0% a 18 mesi (p = 0.17). I pazienti nel gruppo in terapia adiuvante hanno manifestato tassi di sopravvivenza globale migliori di quelli in cura palliativa e di controllo (p = 0.031) ad un follow-up di 24 mesi. In conclusione, sorafenib adiuvante potrebbe estendere sia la sopravvivenza libera da malattia che quella globale nei pazienti oltre i criteri di Milano con carcinoma epatico dopo trapianto di fegato.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Aprile 2012
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