sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
24 Febbraio 2011

SORAFENIB DOPO SUNITINIB IN SEQUENZA NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Dimostrata l’efficacia del primo farmaco sia in termini di tempo alla progressione che di sopravvivenza globale; ciò suggerisce il suo utilizzo prima di passare a diversa terapia

Sorafenib e sunitinib sono entrambi inibitori del recettore delle tirosin-chinasi (TKI) e sono stati approvati per il trattamento del carcinoma renale metastatico. Sebbene l’inibitore di mTOR, everolimus, sia efficace nel trattamento dei pazienti nei quali la terapia con TKI ha fallito, è importante considerare tutte le opzioni disponibili prima di utilizzare un farmaco diverso. In questo articolo, pubblicato sulla rivista Medical Oncology (leggi abstract originale), sono riportati i casi di pazienti con carcinoma renale metastatico che sono passati a sorafenib dopo progressione della malattia durante il trattamento con sunitinib. Le cartelle cliniche di 35 pazienti trattati tra novembre 2006 e novembre 2009 in due grandi centri di riferimento oncologico in Grecia, sono state analizzate retrospettivamente per il tempo alla progressione (TTP), la sopravvivenza globale (SG) e la tolleranza a sorafenib dopo sunitinib. I valori mediani di TTP e SG durante sorafenib erano rispettivamente 4.9 e 11.5 mesi. Tra i 33 pazienti valutabili per il loro comportamento al trattamento, tre hanno risposto parzialmente e 17 hanno ottenuto stabilizzazione della malattia (tasso di risposta oggettiva 8.5%, tasso di beneficio clinico totale 57%). Il farmaco è stato ben tollerato, con eventi avversi principalmente di grado 1 – 2 e nessun decesso legato al trattamento. Sorafenib è risultato efficace e ben tollerato in questo gruppo di pazienti. Il TTP con sorafenib dopo sunitinib era comparabile agli esiti precedentemente osservati, aspetto che suggerisce l’uso sequenziale dei TKI, prima di passare ad un inibitore di mTOR.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2011
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