domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
7 Luglio 2010

SORAFENIB DOPO IL TRAPIANTO DI FEGATO PER PREVENIRE LA RECIDIVA DEL CARCINOMA

Unico farmaco, dimostrato allungare la sopravvivenza dei pazienti in studi di fase 3, che si conferma efficace e sicuro nei pazienti che presentano la recidiva dopo il trapianto

Il sorafenib è l’unico farmaco che ha mostrato in studi randomizzati di fase 3 un beneficio sulla sopravvivenza dei pazienti con carcinoma epatico. L’efficacia e la sicurezza del farmaco, tuttavia, non sono stati esaminati in relazione al trattamento della recidiva del tumore nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato. Ricercatori coreani dell’Asan Medical Center, University of Ulsan College of Medicine, hanno analizzato retrospettivamente 13 pazienti trattati con sorafenib per la recidiva di carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato. Il tempo mediano dal trapianto alla recidiva era di 12.3 mesi (IC 95%: 8.5-16.1 mesi). Sei dei 10 pazienti valutabili hanno mostrato stabilizzazione della malattia, quale migliore risposta, con una durata mediana di stabilizzazione di 3.9 mesi (IC 95%: 1.6-6.2 mesi). Ad una durata mediana di follow-up di 3.7 mesi (range: 0.3-10.9 mesi) nei pazienti sopravviventi, il tempo mediano alla progressione e la sopravvivenza globale mediana dall’inizio del trattamento con sorafenib erano rispettivamente 2.9 mesi (IC 95%: 0.0-6.8 mesi) e 5.4 mesi (IC 95%: 3.7-7.0 mesi). In un paziente è stata osservata neutropenia di grado 3, unica tossicità ematologica di alto grado rilevata, e reazioni mano-piede di grado 3 si sono manifestate in 3 pazienti. Il controllo degli eventi avversi è stato ottenuto con aggiustamento della dose di farmaco. Gli autori dello studio pubblicato nel Japanese Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) suggeriscono che il sorafenib potrebbe essere un’adeguata opzione, in termini di efficacia e sicurezza, nel trattamento della recidiva di carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2010
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