mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
23 Ottobre 2013

SOPRAVVIVENZA GLOBALE CON SORAFENIB E IL-2 VS SOLO SORAFENIB NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO: RISULTATI DELLO STUDIO ROSORC

Anche dopo fallimento di sorafenib si svilupperebbe un effetto sinergico sulla sopravvivenza con le successive terapie target

Nello studio randomizzato ROSORC, di fase II, che ha comparato sorafenib in associazione a interleuchina-2 (IL-2) rispetto alla monoterapia standard di sorafenib nel trattamento di prima linea del carcinoma renale metastatico, non è stata dimostrata alcuna differenza di sopravvivenza libera da progressione (PFS) tra i due regimi. In questo studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) sono riportati i risultati aggiornati di sopravvivenza globale (OS). Ricercatori afferenti al gruppo ITMO (Italian Trials in Medical Oncology) hanno randomizzato 128 pazienti a sorafenib (400 mg due volte al giorno per os) e IL-2 (4.5 milioni UI cinque volte a settimana per via sottocutanea per 6 settimane ogni 8) (braccio A) oppure solo sorafenib (braccio B). La OS è stata stimata con il metodo di Kaplan-Meier ed è stata comparata con il test log rank a due code. Dopo un follow-up mediano di 58 mesi (range interquartile: 28 – 63), la OS mediana era 38 e 33 mesi rispettivamente nei bracci A e B (p = 0.667). La OS a 5 anni è risultata pari al 26.3% (intervallo di confidenza [IC] 95%: 15.9 – 43.5) e 23.1% (IC] 95%: 13.2 – 40.5), rispettivamente nel braccio di combinazione e monoterapia. La maggior parte dei pazienti refrattari al trattamento di prima linea è stata successivamente trattata con agenti target diversi, con una sopravvivenza mediana maggiore rispetto a quanto atteso. In conclusione, i risultati di questo studio suggeriscono un effetto sinergico delle successive terapie target somministrate dopo il fallimento del trattamento con sorafenib.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2013
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