Medinews
3 Luglio 2013

SOPRAVVIVENZA E TOLLERABILITÀ ALLA RADIOEMBOLIZZAZIONE IN PAZIENTI OVER- VS UNDER-70 CON CARCINOMA EPATICO NON RESECABILE

La procedura sembra egualmente ben tollerata ed efficace in entrambe le coorti: l’età non dovrebbe essere fattore discriminante per il trattamento

Il gruppo di studio dell’European Network on Radioembolization with Yttrium-90 resin microspheres (ENRY), coordinato dai ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, ha condotto uno studio retrospettivo per valutare gli esiti in pazienti più (≥ 70 anni) o meno anziani (< 70 anni) con carcinoma epatico non operabile che avevano ricevuto radioembolizzazione presso 8 centri europei. I pazienti con conferma della diagnosi di carcinoma epatico non resecabile, che avevano mostrato progressione dopo la procedura chirurgica o il trattamento loco-regionale e/o che erano considerati poco adatti alla chemioembolizzazione, sono stati valutati da un team multidisciplinare per essere sottoposti a radioembolizzazione con microsfere di resina con ittrio 90 (SIR-Spheres; Sirtex Medical). L’esito di sopravvivenza e tutti gli eventi avversi sono stati comparati tra i due gruppi d’età. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Hepatology (leggi abstract), 128 pazienti over-70 e 197 under-70 hanno ricevuto radioembolizzazione tra il 2003 e il 2009. I pazienti di entrambi i gruppi avevano caratteristiche demografiche simili. Molti pazienti over- e under-70 presentavano malattia multinodulare, in stadio BCLC C, con invasione di entrambe i lobi (p = 0.648). Quelli più anziani avevano in genere massa tumorale meno estesa, più basso volume epatico target mediano (p = 0.016) e sembravano più adatti al trattamento segmentale (p = 0.054). La radioembolizzazione è stata egualmente ben tollerata nelle due coorti e gli eventi avversi comuni legati alla procedura erano prevalentemente di grado 1 e 2 e di breve durata. Nessuna differenza significativa di sopravvivenza è stata rilevata tra i due gruppi (p = 0.942), con una sopravvivenza mediana comparabile nei pazienti con malattia in stadio BCLC iniziale, intermedio o avanzato. In conclusione, la radioembolizzazione sembra essere una procedura ben tollerata ed efficace sia nei pazienti più anziani che in quelli più giovani di 70 anni che presentano carcinoma epatico non operabile. L’età, dunque, non dovrebbe essere un fattore discriminante nella gestione di questi pazienti.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2013
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