Medinews
5 Luglio 2012

SOPRAVVIVENZA DOPO TRATTAMENTO LOCOREGIONALE DEL CARCINOMA EPATICO

Nessuna delle terapie locali analizzate è risultata superiore alle altre, sono quindi necessari studi clinici randomizzati potenziati per valutarne definitivamente l’efficacia relativa

Manca ad oggi evidenza di efficacia relativa dei trattamenti locali per l’epatocarcinoma. Gli autori dello studio retrospettivo di coorte pubblicato sulla rivista Scientific World Journal (leggi abstract originale), coordinati dai ricercatori della Seconda Università di Napoli, hanno esaminato se si potesse ottenere una migliore sopravvivenza in clinica pratica con la resezione chirurgica, rispetto ad ablazione in radiofrequenza (RFA), iniezione percutanea di etanolo (PEI) ed embolizzazione endoarteriosa con chemioterapia (TACE) o no (TAE). Tutti i pazienti eleggibili avevano ricevuto prima diagnosi di carcinoma epatico ed erano stati trattati tra il 1998 e il 2002 con una delle terapie locoregionali sopra elencate presso 12 ospedali italiani. La sopravvivenza globale (OS) era l’unico endpoint. Tre principali comparazioni erano state pianificate: RFA vs PEI, resezione chirurgica vs RFA/PEI (combinate) e TACE/TAE vs RFA/PEI (combinate). Il metodo degli indici di propensione è stato utilizzato per minimizzare i bias correlati all’assegnazione non casuale del trattamento. In totale sono stati analizzati 425 pazienti, con 385 decessi (91%) dopo un follow-up mediano di 7.7 anni. La OS non è risultata significativamente diversa tra RFA e PEI (HR 1.11, IC 95%: 0.79 – 1.57), tra resezione chirurgica e RFA/PEI (HR 0.95, IC 95%: 0.64 – 1.41) e tra TACE/TAE e RFA/PEI (HR 0.88, IC 95%: 0.66 – 1.17) e la probabilità di OS a 5 anni era 0.14 per RFA, 0.18 per PEI, 0.27 per la resezione chirurgica e 0.15 per TACE/TAE. In conclusione, nessun trattamento locoregionale per il carcinoma epatico è risultato più efficace degli altri posti a comparazione. Gli autori sottolineano la necessità di studi clinici randomizzati adeguatamente potenziati per determinare definitivamente l’efficacia relativa dei trattamenti locoregionali per il carcinoma epatico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 6 – Luglio 2012
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