Medinews
28 Agosto 2012

SOPRAVVIVENZA DOPO RESEZIONE NEI PAZIENTI CON ADENOCARCINOMA PERIAMPULLARE

Tra i pazienti che hanno subito resezione dell’adenocarcinoma periampullare, la chemioterapia adiuvante, rispetto all’osservazione, sembra associata a un beneficio di sopravvivenza dopo aggiustamento per le variabili prognostiche. I pazienti con adenocarcinoma periampullare vengono sottoposti alla stessa procedura di rimozione chirurgica dei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico. Nonostante la chemioterapia adiuvante abbia mostrato un beneficio di sopravvivenza nel tumore pancreatico, non esistono studi randomizzati sull’adenocarcinoma periampullare. L’European Study Group for Pancreatic Cancer ha pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association (leggi abstract) i dati dello studio randomizzato, controllato, aperto, di fase 3 sul cancro periampullare, ESPAC-3, che aveva lo scopo di determinare se la chemioterapia adiuvante con fluorouracile o gemcitabina migliorasse la sopravvivenza globale dopo la resezione. Lo studio ha randomizzato un totale di 428 pazienti tra luglio 2000 e maggio 2008 in 100 centri in Europa, Australia, Giappone e Canada. Dei 428 pazienti inclusi nelle analisi primarie, 297 presentavano tumore ampullare, 96 del dotto biliare e 35 altri tipi di tumori. Nello specifico, 144 pazienti sono stati assegnati al gruppo di osservazione, 143 hanno ricevuto 20 mg/m2 di acido folinico, in bolo endovenoso (e.v.), seguito da 425 mg/m2 di fluorouracile, in bolo e.v., per 1 – 5 giorni ogni 4 settimane, mentre a 141 pazienti è stata somministrata gemcitabina (1000 mg/m2 in infusione e.v., una volta a settimana, per 3 settimane su 4, per 6 mesi). Outcome primario era la sopravvivenza globale nei pazienti che hanno ricevuto chemioterapia rispetto a quelli in osservazione, mentre outcome secondari erano il tipo di chemioterapia, la tossicità, la sopravvivenza libera da progressione e la qualità di vita. I risultati dello studio indicano che sono deceduti 88 pazienti (61%) nel gruppo di osservazione, 83 (58%) nel gruppo trattato con fluorouracile e acido folinico e 73 pazienti (52%) nel gruppo a gemcitabina. Nel gruppo di osservazione la sopravvivenza mediana è risultata di 35.2 mesi (IC 95%: 27.2 – 43.0) mentre era di 43.1 mesi (IC 95%:34.0 – 56.0) nei due gruppi randomizzati a chemioterapia (hazard ratio, HR, 0.86, IC 95%: 0.66 – 1.11; χ2 = 1.33; p = 0.25). Dopo aggiustamento per le variabili prognostiche indipendenti di età, tumore ai dotti biliari, bassa differenziazione tumorale e positività dei linfonodi e dopo aver condotto analisi di regressione multipla, il rischio (HR) della chemioterapia rispetto all’osservazione è risultato pari a 0.75 (IC 95%: 0.57 – 0.98; χ2 di Wald = 4.53, p = 0.03). In conclusione, dopo la resezione di adenocarcinoma periampullare, la chemioterapia adiuvante non sarebbe associata a un beneficio significativo della sopravvivenza, in analisi primaria, rispetto all’osservazione. Tuttavia, dopo aggiustamento per le variabili prognostiche, l’analisi multivariata ha evidenziato un beneficio significativo della sopravvivenza associato alla chemioterapia adiuvante.
TORNA INDIETRO