sabato, 25 giugno 2022
Medinews
5 Settembre 2011

SOPRAVVIVENZA DOPO CHEMIOTERAPIA O CHEMIO-RADIOTERAPIA NEOADIUVANTE NEL CARCINOMA ESOFAGEO OPERABILE

Una meta-analisi aggiornata evidenzia un beneficio sulla sopravvivenza dei pazienti con carcinoma esofageo che si sottopongono a chemio-radioterapia o chemioterapia neoadiuvante, rispetto alla sola procedura chirurgica. Un netto vantaggio della chemio-radioterapia neoadiuvante sulla chemioterapia neoadiuvante non è invece stato evidenziato, ma i risultati dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) dovrebbero aiutare a formulare decisioni sulla gestione dei pazienti e sulla pianificazione di nuovi studi. In una precedente meta-analisi, i ricercatori australiani, autori di questo studio, avevano indicato una migliore sopravvivenza con la chemioterapia o chemio-radioterapia neoadiuvante, prima della chirurgia, in pazienti con carcinoma resecabile dell’esofago. Gli autori hanno aggiornato la meta-analisi con i risultati di altri studi randomizzati presentati negli ultimi 3 anni. Hanno inoltre comparato i benefici della chemioterapia neoadiuvante preoperatoria rispetto alla chemio-radioterapia neoadiuvante. Per identificare nuovi studi e abstract pubblicati in occasione di importanti convegni scientifici, gli autori hanno avviato una ricerca sui database di Medline, Embase e Central (Cochrane clinical trial database) dei lavori pubblicati da gennaio 2006 e una ricerca manuale degli abstract dei maggiori congressi svolti nello stesso periodo: sono stati inclusi solo gli studi randomizzati che hanno applicato analisi ‘intention-to-treat’ e le ricerche erano limitate solo ai database che citavano articoli in lingua inglese. Gli autori hanno utilizzato gli hazard ratio (HR), quando disponibili, o le stime per altri dati di sopravvivenza; hanno inoltre investigato gli effetti del trattamento attraverso l’istologia del tumore e le relazioni tra rischio (sopravvivenza dopo sola chirurgia) e misura dell’effetto. Nell’analisi, finanziata dal Cancer Australia e dal NSW Cancer Institute, sono stati inclusi tutti i 17 studi utilizzati nella precedente meta-analisi e altri 7 studi: 12 erano comparazioni randomizzate di chemio-radioterapia neoadiuvante vs la sola chirurgia (n = 1854), 9 erano comparazioni randomizzate di chemioterapia neoadiuvante vs la sola chirurgia (n = 1981) e 2 hanno comparato chemio-radioterapia neoadiuvante vs chemioterapia neoadiuvante (n = 194) in pazienti con carcinoma esofageo operabile. Infine, un ultimo studio fattoriale comprendeva due comparazioni ed è stato incluso nelle analisi sia di chemio-radioterapia neoadiuvante (n = 78) che di chemioterapia neoadiuvante (n = 81). L’analisi aggiornata quindi ha interessato in totale 4188 pazienti, mentre la precedente pubblicazione ne includeva 2933. Questa meta-analisi aggiornata contiene circa 3500 eventi rispetto ai circa 2230 del precedente studio (aumento stimato del 57%). L’HR di mortalità per tutte le cause con chemio-radioterapia neoadiuvante è risultato 0.78 (IC 95%: 0.70 – 0.88; p < 0.0001); quello per il solo carcinoma a cellule squamose era 0.80 (IC 95%: 0.68 – 0.93; p = 0.004) e quello per il solo adenocarcinoma 0.75 (IC 95%: 0.59 – 0.95; p = 0.02). L’HR di mortalità per tutte le cause con chemioterapia neoadiuvante era invece 0.87 (IC 95%: 0.79 – 0.96; p = 0.005); ma era 0.92 (IC 95%: 0.81 – 1.04; p = 0.18) per il solo carcinoma a cellule squamose e 0.83 (IC 95%: 0.71 – 0.95; p = 0.01) per il solo adenocarcinoma. Infine, l’HR per la comparazione globale indiretta della mortalità per tutte le cause con chemio-radioterapia neoadiuvante vs chemioterapia neoadiuvante era 0.88 (IC 95%: 0.76 – 1.01; p = 0.07).
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