domenica, 3 luglio 2022
Medinews
8 Giugno 2011

SOPRAVVIVENZA DEI PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO IN STADIO AVANZATO: SORAFENIB VS ALTRE TERAPIE

Il farmaco è indicato per il trattamento di tumori intraepatici massivi o infiltranti o per quelli che si sono sviluppati fuori dal fegato

Sebbene il sorafenib sia raccomandato nei pazienti con carcinoma epatico avanzato, una buona proporzione di quelli asiatici sono ancora sottoposti ad altre terapie essenzialmente per i costi proibitivi di questo agente target. Ricercatori sud-coreani del National Cancer Center e Research Institute hanno valutato l’esito clinico in una coorte di pazienti trattati, presso un unico centro, con sorafenib o con altre opzioni terapeutiche. Hanno quindi revisionato le cartelle cliniche di due gruppi di pazienti consecutivi con carcinoma epatico avanzato secondo le modalità di trattamento ricevuto tra gennaio 2007 e settembre 2009: pazienti che hanno ricevuto sorafenib per 6 settimane o più (n = 123) e altri trattati con una o più terapie diverse, che includevano la chemio-embolizzazione transarteriosa, la radioterapia e la chemioterapia citotossica (n = 253). I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Gastroenterology and Hepatology (leggi abstract originale) non indicano alcuna differenza significativa di sopravvivenza globale tra i due gruppi (8.4 vs 8.2 mesi; p = 0.601). Fattori prognostici significativi sono risultati l’elevazione dei livelli di alfa-fetoproteina (≥ 200 ng/mL), la presenza di tumori intraepatici massivi o infiltranti, di invasione microvascolare, di diffusione extraepatica e uno stadio TNM più alto. L’analisi di sottogruppo, secondo queste variabili, ha mostrato una sopravvivenza migliore nei pazienti con diffusione extraepatica (hazard ratio 0.539; p = 0.003) e tumori massivi/infiltranti (hazard ratio 0.680; p = 0.036) trattati con sorafenib. In assenza di fattori prognostici, le altre opzioni risultavano migliori del sorafenib. Quindi, se si considera il beneficio di sopravvivenza con sorafenib rispetto alle altre terapie in pazienti con tumori diffusi ad altri organi o molto estesi e infiltranti nel fegato, queste caratteristiche possono essere considerate indicatori importanti per il trattamento con sorafenib.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 6 – Giugno 2011
TORNA INDIETRO