mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
15 Novembre 2012

SOPRAVVIVENZA A LUNGO TERMINE PIÙ LUNGA DOPO LA RESEZIONE MAGGIORE DEL CARCINOMA EPATICO

Un’analisi multicentrica suggerisce che l’espansione delle indicazioni chirurgiche è giustificata dal significativo miglioramento degli esiti clinici osservato negli ultimi 30 anni

Gli avanzamenti registrati in materia di trattamento chirurgico del carcinoma epatico hanno ampliato le indicazioni della epatectomia curativa con l’inclusione di resezioni epatiche più ampie. Scopo dello studio condotto dall’International Cooperative Study Group on Hepatocellular Carcinoma, coordinato dai ricercatori della University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston, è stato esaminare le tendenze della sopravvivenza a lungo termine nei pazienti trattati con epatectomia maggiore per il carcinoma epatico. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Gastrointestinal Surgery (leggi abstract) sono stati valutati i dati clinico-patologici di 1115 pazienti con carcinoma epatico, sottoposti a epatectomia tra il 1981 e il 2008 in cinque centri epatobiliari in Francia, Cina e Stati Uniti ed esaminati, assieme ad altre misure di performance, anche gli esiti clinici utilizzando la resezione di ≥ 4 segmenti epatici, quale nuova definizione di epatectomia maggiore. I risultati indicano che 539 pazienti sono stati sottoposti a epatectomia maggiore. In questo gruppo, le dimensioni mediane del tumore erano pari a 10 cm (range: 1 – 27) e il 22% dei pazienti mostrava lesioni bilaterali. La distribuzione di stadio TNM in questa popolazione era la seguente: 29% in stadio I, 31% in stadio II, 38% in stadio III e 2% in stadio IV. L’esame istologico post-operatorio ha indicato malattia epatica cronica nel 35% dei pazienti e invasione micro-vascolare tumorale nel 60%. Il tasso di mortalità post-operatoria a 90 giorni è risultata del 4%. Dopo un periodo mediano di follow-up di 63 mesi, il tasso di sopravvivenza globale a 5 anni è risultato del 40%. I pazienti trattati con epatectomia destra (n = 332) e quelli che avevano richiesto epatectomia estesa (n = 207) mostravano simili tassi di mortalità post-operatoria a 90 giorni (rispettivamente 4 vs 4%; p = 0.976) e tassi di sopravvivenza globale a 5 anni (rispettivamente 42 vs 36%; p = 0.523). I tassi di mortalità post-operatoria e di sopravvivenza globale dopo epatectomia maggiore erano simili anche tra i Paesi partecipanti (p > 0.1) e sono migliorati nel tempo indicando tassi di sopravvivenza a 5 anni di 30, 40 e 51% rispettivamente nei periodi 1981 – 1989, 1990 – 1999 e il più recente 2000 – 2008 (p = 0.004). In analisi multivariata, i fattori associati significativamente a peggiore sopravvivenza includevano livelli di AFP > 1.000 ng/mL, dimensioni del tumore > 5 cm, presenza di invasione vascolare maggiore, presenza di metastasi extraepatiche, margini chirurgici positivi ed epatectomia maggiore eseguita in periodo precedente. In conclusione, questa analisi multinazionale sulla sopravvivenza a lungo termine del carcinoma epatico indica che l’espansione delle indicazioni chirurgiche che ha incluso l’epatectomia maggiore è giustificata dal miglioramento significativo degli esiti clinici negli ultimi 30 anni che si è osservato sia nei Paesi orientali che in quelli occidentali.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 10 – Novembre 2012
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