sabato, 20 luglio 2024
Medinews
7 Febbraio 2013

SOPRAVVIVENZA A LUNGO TERMINE DOPO RESEZIONE DEL CARCINOMA EPATICO DI GRANDI DIMENSIONI

Nelle lesioni ≥ 10 cm la chirurgia rappresenta una valida opzione in pazienti selezionati e offre sopravvivenza globale e libera da progressione simili ai tumori più piccoli

Lo studio pubblicato sulla rivista World Journal of Surgery (leggi abstract) ha analizzato la sopravvivenza a lungo termine e quella libera da progressione dopo resezione del fegato per carcinoma epatico gigante (≥ 10 cm), rispetto alle lesioni con diametro < 10 cm. L’approccio chirurgico adottato per il trattamento dell’epato-carcinoma gigante può permettere una sopravvivenza a lungo termine e libera da progressione comparabili al trattamento delle lesioni più piccole. L’analisi retrospettiva, condotta dai ricercatori del Centro Ospedaliero Universitario del Cantone svizzero di Vaud (CHUV) a Losanna, fa riferimento a uno studio monocentrico attuato in un istituto universitario terziario che ha incluso 101 pazienti da 114 resezioni epatiche consecutive per carcinoma epatico. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: quelli con lesioni di diametro < 10 cm (tumori piccoli; n = 79) e quelli con lesioni ≥ 10 cm (tumori giganti; n = 22). Le principali misure degli esiti erano la sopravvivenza globale a 5 anni, la sopravvivenza libera da progressione a 5 anni, il tasso di recidiva, la mortalità peri-operatoria a 30 giorni, il tasso di complicanze chirurgiche e il tasso di re-intervento. I due gruppi erano omogeneamente distribuiti, ad eccezione della cirrosi, che è stata rilevata più frequentemente nei pazienti con tumori piccoli (77 vs 41%; p = 0.0013). I risultati indicano che la sopravvivenza mediana (24 vs 27 mesi; p = 0.0085) e la sopravvivenza globale a 5 anni (21 vs 45 mesi; p = 0.04) erano significativamente più sfavorevoli nel gruppo che presentava tumori più piccoli, rispetto a quello con tumori giganti. Non sono invece state osservate differenze in termini di tasso, caratteristiche e momento di insorgenza (‘timing’) della recidiva. In conclusione, la resezione epatica del carcinoma di diametro superiore a 10 cm rappresenta una valida opzione in pazienti selezionati che permette di ottenere una sopravvivenza globale e libera da progressione comparabili a quelle osservate nei pazienti che presentano lesioni più piccole. Sono dunque le riserve funzionali epatiche, piuttosto che le dimensioni del tumore, i fattori importanti per la selezione dei pazienti eleggibili alla resezione chirurgica.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2013
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