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18 Maggio 2010

SOLO IL 40% DELLE STRUTTURE PRIVATE ACCREDITATE IN VIA DEFINITIVA

Il 61% delle strutture sanitarie private non risulta ancora in regola con l’accreditamento con il Sistema sanitario nazionale. In Italia, infatti, quelle che lavorano in nome e per conto del Servizio sanitario nazionale sono 13.375, ma le definitivamente accreditate (al 31 maggio 2009) rappresentano solo il 39.1% (5.232) del totale, dato che scende al 37.6% (5.023) per quelle provvisoriamente accreditate. Questa la fotografia scattata da un’indagine condotta dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali in collaborazione con il Gruppo Tecnico per l’Accreditamento. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, il primato dell’accreditamento definitivo spetta all’Italia Nord-Occidentale con il 70%, seguita dalle isole (66%), dall’Italia Centrale (24%), dall’Italia Nord-Orientale (17%) e dal Mezzogiorno (5%). Nel computo complessivo, specifica l’Agenas, ”non sono comprese le strutture private che sono state accreditate ma che non hanno stipulato un contratto con il Ssn”. In particolare, delle 13.375 totali, le strutture più numerose sono quelle della specialistica ambulatoriale che rappresentano il 48% del totale (6.482): ambulatori di radiologia (8%), laboratori analisi (19%), altri ambulatori (21%). Il 47% (6.349) è rappresentato da strutture residenziali sociosanitarie. Nel complesso le strutture private ad ”esclusiva” valenza sanitaria (Case di Cura e Strutture ambulatoriali) sono quelle che registrano i maggiori valori percentuali di accreditamento definitivo mentre le strutture sociosanitarie mostrano il maggior ritardo di adeguamento. Per alcune Regioni questo dato, spiega l’indagine dell’Agenas, deriva dalla scelta di attribuire i percorsi di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sociosanitarie alla competenza del Settore Sociale, pertanto seguono una diversa procedura, che prevede tempi differenti da quelli indicati dalla Legge Finanziaria 2007. L’evidenza, emersa dall’indagine, dell’impossibilità per molte regioni italiane di perseguire l’obiettivo dell’accreditamento definitivo delle strutture private entro il 2009 ha comportato la dilazione di un anno (al 1 gennaio 2011), sancita nel Patto per la Salute 2010-2012 e nella legge Finanziaria 2010.
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