mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
13 Giugno 2011

SINDROME METABOLICA E RISCHIO DI CANCRO PRIMARIO AL FEGATO

La sindrome è risultata fattore di rischio significativo per lo sviluppo di carcinoma epatico e colangiocarcinoma intraepatico nella popolazione generale statunitense. I tassi di incidenza di questi due tipi di cancro primario al fegato sono aumentati negli Stati Uniti e la sindrome metabolica è stata classificata tra i fattori di rischio per il primo e suggerita avere una certa influenza anche verso il secondo tumore. L’estensione di questo fenomeno, tuttavia, non è stata investigata nella popolazione statunitense. Ricercatori dei National Institutes of Health di Bethesda, in collaborazione con colleghi della Goethe-Universität di Francoforte sul Meno (Germania), hanno esaminato l’associazione tra sindrome metabolica e sviluppo dei due tumori epatici primari nella popolazione generale. Tutti i pazienti che avevano ricevuto diagnosi di carcinoma epatico e colangiocarcinoma intraepatico tra il 1993 e il 2005 sono stati identificati dal database del SEER-Medicare degli Stati Uniti. Per la comparazione è stato selezionato un campione pari al 5% della popolazione residente nelle stesse aree geografiche dei pazienti identificati dai registri del SEER. La prevalenza di sindrome metabolica, così come definita dai criteri dello US National Cholesterol Education Program Adult Treatment Panel III, e altri fattori di rischio per il carcinoma epatico (HBV, HCV, epatite alcolica, cirrosi epatica, cirrosi biliare, emocromatosi, malattia di Wilson) e colangiocarcinoma intraepatico (cirrosi biliare, colangite, colelitiasi, cisti al coledoco, HBV, HCV, epatite alcolica, cirrosi, malattia infiammatoria intestinale) sono stati comparati tra persone che hanno sviluppato cancro e quelle senza diagnosi di tumore. La regressione logistica è stata utilizzata per calcolare la probabilità (odds ratio aggiustati [OR] e intervalli di confidenza [IC] 95%) di sviluppare questi tumori primari al fegato. Nello studio pubblicato sulla rivista Hepatology (leggi abstract originale) sono stati esaminati in totale 3649 casi di carcinoma epatico, 743 casi di colangiocarcinoma intraepatico e 195953 persone senza tumore che rispondevano ai criteri di inclusione. La sindrome metabolica è risultata significativamente più frequente nelle persone che hanno sviluppato carcinoma epatico (37.1%) e colangiocarcinoma intraepatico (29.7%) che in quelle che non hanno ricevuto diagnosi di tumore (17.1%; p << 0.0001). In analisi multiple di regressione logistica aggiustata, la sindrome metabolica rimaneva significativamente associata ad un aumentato rischio di carcinoma epatico (OR 2.13, IC 95%: 1.96 – 2.31; p < 0.0001) e di colangiocarcinoma intraepatico (OR 1.56, IC 95%: 1.32 – 1.83; p < 0.0001).
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