lunedì, 4 luglio 2022
Medinews
10 Maggio 2011

SINDROME CORONARICA: DIAGNOSI PIU’ ACCURATA CON VALORI SOGLIA MINORI DELLA TROPONINA PLASMATICA

Nei pazienti con sospetta sindrome coronarica acuta, l’esame del livello della troponina ‘sensibile’, ottenuto abbassando la soglia di rilevamento di tale marker, determina un aumento delle diagnosi di infarto miocardico e permette di identificare i pazienti a rischio più elevato di tale evento, permettendo riduzioni di morbilità e mortalità. Lo studio diretto da Nicholas L. Mills dell’Università di Edinburgo, in Scozia, è stato condotto su pazienti ricoverati al Royal infirmary di Edinburgo prima (1.038) e dopo (1.054) l’adozione nel nosocomio scozzese della riduzione della soglia d’identificazione della necrosi miocardica (da 0,20 a 0,05 ng/mL). I pazienti sottoposti all’esame della troponina I sono stati suddivisi in 3 gruppi in base alla rilevazione ottenuta: <0,05 ng/mL, 0,05-0,19 ng/mL, e >0,20 ng/mL. Il 39% dei pazienti con concentrazioni di troponina comprese tra 0,05 e 0,19 ng/mL è deceduto o ha subito infarto miocardico ricorrente entro un anno, contro il 7% e il 24% osservato rispettivamente nei casi con concentrazioni di troponina inferiori a 0,05 ng/mL oppure pari o superiori a 0,20 ng/mL. In definitiva, la riduzione della soglia diagnostica a 0,05 ng/mL è risultata associata a un rischio inferiore di morte e recidiva di infarto miocardico (dal 39% al 21%) nei pazienti con concentrazioni di troponina comprese tra 0,05 e 0,19 ng/mL.

DoctorNews – Journal of the American Medical Association (JAMA)
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