martedì, 24 novembre 2020
Medinews
24 Ottobre 2011

SIFO, I MIGRANTI NON PESANO SULLA SPESA FARMACEUTICA NAZIONALE

I 5 milioni d’immigrati presenti sul territorio nazionale incidono solo per il 2% sul totale della spesa farmaceutica complessiva. La ragione principale va ricercata nella giovane età (quella media è di 36 anni) di queste persone, che ricorrono ai farmaci in misura decisamente inferiore rispetto agli italiani. È quanto sostengono i farmacisti della SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie). La Società Scientifica ha attivato l’Osservatorio sulla prescrizione farmaceutica della popolazione immigrata in collaborazione con la Società Italiana di Medicina della Migrazioni (SIMM), ISS, CINECA e il Consorzio Mario Negri Sud. Nella ricerca sono state coinvolte 39 Asl in 9 Regioni per un totale di più di 10 milioni di pazienti. Il progetto mira a evidenziare le variazioni qualitative e quantitative nell’accesso ai farmaci erogati a carico del SSN tra le diverse popolazioni di immigrati e italiani e soprattutto a far emergere, dal confronto con i dati epidemiologici, i bisogni inevasi, anche alla luce delle differenze nei livelli e nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria delle Regioni coinvolte. Circa il 15% della popolazione italiana riceve più di 10 medicinali nel corso di un anno, invece il 50% degli immigrati solamente uno. “Il farmaco può essere un ‘tracciante’ dello stato di salute delle persone – ha spiegato il presidente SIFO Laura Fabrizio -. È necessario implementare le politiche di inclusione sanitaria, adottate dall’Italia a partire dal 1995, che garantiscono a tutti, immigrati regolari e non, la tutela della salute”.
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