mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
16 Gennaio 2012

SIFO: AFFIDARE AL FARMACISTA I CONTROLLI DELLE TERAPIE PER RIDURRE GLI ERRORI IN REPARTO

“E’ assolutamente necessario che le Istituzioni pubbliche e private mettano a disposizione tutti gli strumenti per prevenire tragedie come quella avvenuta a Palermo”. La SIFO è intervenuta sul caso della madre 34enne deceduta lo scorso 29 dicembre al Policlinico di Palermo, perché le sarebbero stati somministrati 90 milligrammi (anziché i 9 necessari) di vinblastina. “Come Società scientifica – ha spiegato Laura Fabrizio, presidente SIFO – sosteniamo l’uso di strumenti in grado di determinare significativi vantaggi per la sicurezza dei pazienti e dei professionisti: la prescrizione informatizzata, il carrello automatizzato che s’interfaccia con l’operatore, i software per le posologie oncologiche provvisti di allerta automatici per dosi incongrue, fino alla robotica per la preparazione dei farmaci e al farmacista di dipartimento che affianca il medico in corsia. Con questi sistemi il farmacista potrà tenere sotto controllo ogni prescrizione e collaborare con infermieri e medici al letto del paziente suggerendogli dosaggi, indicazioni, incompatibilità, effetti collaterali”. “In Italia – ha proseguito la Fabrizio – c’è ancora molto da fare su questa strada virtuosa, ma ci stiamo arrivando grazie alle molteplici ‘Raccomandazioni’ pubblicate dal Ministero della Salute che indicano potenziali strumenti e metodi che gli operatori sanitari e gli amministratori sono chiamati a mettere in atto. Le sole procedure informatizzate, infatti, non bastano: ogni Azienda sanitaria dovrebbe predisporre, sulla base di queste Raccomandazioni, un piano specifico aziendale per la sicurezza e la prevenzione degli errori in terapia che preveda anche il forte coinvolgimento di risorse umane mirate, come quella del farmacista di dipartimento che svolge la sua attività in corsia. La presenza di questa figura professionale, anche durante le visite in reparto, riduce drasticamente gli eventi avversi con un notevole risparmio sui costi sanitari e una diminuzione della durata delle degenze”.
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