martedì, 24 novembre 2020
Medinews
21 Novembre 2011

SICUREZZA ED EFFICACIA DI SORAFENIB IN PAZIENTI CIRROTICI CON CARCINOMA EPATICO

La classe Child-Pugh B predispone a una sopravvivenza più breve e il trattamento con il farmaco richiede cautela. Sorafenib offre una sopravvivenza mediana migliore e un tempo alla progressione radiologica più lungo nei pazienti con epatocarcinoma in stadio avanzato, ma il suo beneficio nei pazienti in classe Child-Pugh B rimane ad oggi incerto. Ricercatori del Centre Hospitalier Régionale Universitaire di Lille hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di sorafenib in situazioni cliniche pratiche e l’influenza della classe Child-Pugh B su questi aspetti del trattamento. Lo studio caso-controllo pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology & Therapeutics (leggi abstract originale) è stato eseguito per comparare gli esiti dei pazienti con epatocarcinoma avanzato allo stesso stadio, ma in diversa classe Child-Pugh: gli eventi avversi, la sopravvivenza globale e il tempo alla progressione sono stati esaminati. Sono stati inclusi 120 pazienti consecutivi che si erano presentati al centro tra marzo 2007 e maggio 2009. La sopravvivenza globale è risultata di 11.1 mesi e la sopravvivenza mediana era significativamente più lunga nei pazienti in classe Child-Pugh A (n = 100) che in quelli in classe B (n = 20) (13 vs 4.5 mesi; p = 0.0008). In analisi multivariata, la classe Child-Pugh B, l’alfa-fetoproteina e il volume totale delle lesioni erano fattori predittivi indipendenti di mortalità. Inoltre, i pazienti che presentavano progressione radiologica nei primi 3 mesi di trattamento hanno manifestato una sopravvivenza mediana più breve (5.4 vs 17.4 mesi). Nello studio caso-controllo, il tempo alla progressione sintomatica (2.5 vs 3.6 mesi), la frequenza degli eventi avversi e l’interruzione del trattamento con sorafenib non sono stati correlati alla classe Child-Pugh. In conclusione, la terapia con sorafenib deve essere soppesata nei pazienti in classe Child-Pugh B a causa della ridotta sopravvivenza. La valutazione radiologica della progressione del tumore ad uno stadio precoce può, invece, essere utile se si vuole ottenere una personalizzazione della terapia con sorafenib.
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