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10 Novembre 2011

SICUREZZA ED EFFICACIA DI SORAFENIB IN PAZIENTI CIRROTICI CON CARCINOMA EPATICO

La classe Child-Pugh B predispone a sopravvivenza ridotta e il trattamento con il farmaco deve essere adottato con cautela

Sorafenib favorisce una sopravvivenza mediana migliore e un tempo alla progressione radiologica più lungo nei pazienti con epatocarcinoma in stadio avanzato, ma il suo beneficio nei pazienti in classe Child-Pugh B rimane ad oggi incerto. Ricercatori del Centre Hospitalier Régionale Universitaire di Lille hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di sorafenib in situazioni cliniche pratiche e l’influenza della classe Child-Pugh B su questi aspetti del trattamento. Lo studio caso-controllo pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology & Therapeutics (leggi abstract originale) è stato eseguito per comparare gli esiti dei pazienti con epatocarcinoma avanzato allo stesso stadio, ma in diversa classe Child-Pugh: gli eventi avversi, la sopravvivenza globale e il tempo alla progressione sono stati esaminati. Sono stati inclusi 120 pazienti consecutivi che si erano presentati al centro tra marzo 2007 e maggio 2009. La sopravvivenza globale è risultata di 11.1 mesi, la sopravvivenza mediana era significativamente più lunga nei pazienti in classe Child-Pugh A (n = 100) che in quelli in classe B (n = 20) (13 vs 4.5 mesi; p = 0.0008). In analisi multivariata, la classe Child-Pugh B, l’alfa-fetoproteina e il volume totale delle lesioni erano fattori predittivi indipendenti di mortalità. I pazienti che presentavano progressione radiologica nei primi 3 mesi di trattamento hanno manifestato una sopravvivenza mediana più breve (5.4 vs 17.4 mesi). Nello studio caso-controllo, il tempo alla progressione sintomatica (2.5 vs 3.6 mesi), la frequenza degli eventi avversi e l’interruzione del trattamento con sorafenib non sono stati correlati con la classe Child-Pugh. In conclusione, la terapia con sorafenib deve essere soppesata nei pazienti in classe Child-Pugh B a causa della ridotta sopravvivenza. La valutazione radiologica della progressione del tumore ad uno stadio precoce può, invece, essere utile se si vuole ottenere una personalizzazione della terapia con sorafenib.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Novembre 2011
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