giovedì, 18 luglio 2024
Medinews
14 Ottobre 2013

SICUREZZA E RISPOSTE TUMORALI CON LAMBROLIZUMAB (ANTI-PD-1) NEL MELANOMA

Nei pazienti con melanoma avanzato, inclusi quelli che hanno mostrato progressione durante il trattamento con ipilimumab, lambrolizumab offre un alto tasso di regressione sostenuta del tumore, accompagnata da effetti tossici principalmente di grado 1 e 2. Il recettore di morte programmata 1 (PD-1) è un regolatore negativo dei meccanismi effettori delle cellule T, che limita le risposte immuni contro il cancro. Ricercatori statunitensi, australiani e canadesi, hanno testato l’anticorpo anti-PD-1, lambrolizumab (noto come MK-3475), in pazienti con melanoma avanzato. Hanno perciò somministrato lambrolizumab per via endovenosa alla dose di 10 mg/kg di peso corporeo ogni 2 o 3 settimane oppure 2 mg/kg ogni 3 settimane a pazienti con melanoma avanzato, sia che avessero già ricevuto l’inibitore di checkpoint immunitari, ipilimumab, che non. Le risposte tumorali sono state valutate dopo 12 settimane. Lo studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract) ha incluso 135 pazienti con melanoma avanzato. Gli eventi avversi più comuni, attribuiti al trattamento, erano fatigue, rash cutaneo, prurito e diarrea; la maggior parte di basso grado. Il tasso di risposta confermata in tutte le coorti di dose, valutato con revisione radiologica centrale secondo i criteri RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors, vers. 1.1), era pari a 38% (intervallo di confidenza [IC] 95%: 25 – 44) con il tasso di risposta confermata più alto nella coorte che ha ricevuto 10 mg/kg ogni 2 settimane (52%, IC 95%: 38 – 66). Il tasso di risposta non era significativamente diverso nei pazienti che avevano o meno ricevuto precedentemente ipilimumab (tasso di risposta confermata rispettivamente 38%, IC 95%: 23 – 55, e 37%, IC 95%: 26 – 49). Le risposte erano durevoli nella maggior parte dei pazienti (follow-up mediano di 11 mesi nei pazienti che avevano mostrato una risposta) e l’81% dei pazienti che ha manifestato una risposta (42 di 52) stava ancora ricevendo il trattamento al momento dell’analisi (marzo 2013). La sopravvivenza globale mediana, libera da progressione nei 135 pazienti era superiore a 7 mesi. In conclusione, nei pazienti con melanoma in stadio avanzato, inclusi quelli che avevano mostrato progressione della malattia mentre ricevevano ipilimumab, il trattamento con lambrolizumab ha portato a un alto tasso di regressione tumorale sostenuta associata a effetti tossici di basso grado (principalmente 1 e 2).
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