sabato, 13 luglio 2024
Medinews
3 Settembre 2012

SICUREZZA E ATTIVITÀ DELL’ANTICORPO ANTI-PD-1 IN VARI TIPI DI TUMORI SOLIDI

Il blocco del recettore inibitorio di morte programmata 1 (PD-1), espresso sulle cellule T, può portare al controllo della resistenza immunitaria. Ricercatori dei più importanti centri oncologici statunitensi hanno valutato l’attività antitumorale e il profilo di sicurezza del derivato BMS-936558, un anticorpo che specificamente blocca PD-1. Nello studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, sono stati arruolati pazienti con melanoma, cancro polmonare non a piccole cellule, cancro alla prostata resistente alla castrazione o cancro del rene o colon-retto, in stadio avanzato. A questi pazienti è stato somministrato l’anticorpo anti-PD-1 in un range di dose compreso tra 0,1 e 10,0 mg/kg di peso corporeo, ogni 2 settimane, ed è stata valutata la risposta dopo ciascun ciclo di trattamento di 8 settimane. I pazienti hanno ricevuto un massimo di 12 cicli di trattamento fino a progressione della malattia o a risposta completa. Alla data del 24 febbraio 2012, in totale 296 pazienti hanno ricevuto il trattamento. Eventi avversi, correlati al farmaco, di grado 3 o 4 si sono manifestati nel 14% dei pazienti, con 3 decessi per tossicità polmonare. Nello studio non è stata definita la dose massima tollerata, ma gli eventi avversi osservati sono stati legati a reazioni di tipo immunitario. Nei 236 pazienti valutati, risposte oggettive (risposta completa o parziale) sono state osservate in quelli con cancro polmonare non a piccole cellule, melanoma o tumore del rene. I tassi di risposta cumulativa (per tutte le dosi) sono stati pari al 18% nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule (14 di 76), al 28% in quelli con melanoma (26 di 94) e al 27% in quelli con tumore del rene (9 di 33). Le risposte sono state durature e 20 di 31 si sono protratte per 1 anno o più nei pazienti seguiti con follow-up di un anno o più. Per valutare il ruolo dell’espressione intratumorale del ligando di PD-1 (PD-L1) nella modulazione della via cellulare PD-1 – PD-L1, è stata condotta un’analisi immunoistochimica sui campioni di tumore ottenuti da 42 pazienti prima del trattamento. Tra i 17 pazienti, il cui tumore è risultato negativo a PD-L1, nessuno ha manifestato risposta oggettiva, mentre 9 dei 25 pazienti (36%) con tumori positivi a PD-L1 hanno ottenuto risposta oggettiva (p = 0,006). In conclusione, l’anticorpo anti-PD-1 produce risposte oggettive in circa 1 su 4 o 5 pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule, melanoma o tumore del rene e il profilo degli eventi avversi non sembra precludere il suo uso. Inoltre, i dati preliminari suggeriscono una relazione tra espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali e la risposta oggettiva.

Safety, activity, and immune correlates of anti-PD-1 antibody in cancer. New England Journal of Medicine 2012 Jun 28;366(26):2443
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