Medinews
14 Ottobre 2014

SICUREZZA DI CABAZITAXEL IN ANZIANI CON TUMORE METASTATICO DELLA PROSTATA RESISTENTE ALLA CASTRAZIONE: RISULTATI DEL PROGRAMMA EUROPEO PER USO COMPASSIONEVOLE

Cabazitaxel offrirebbe un profilo di sicurezza maneggevole nella pratica clinica quotidiana. Nei pazienti con tumore metastatico della prostata resistente alla castrazione, in progressione durante o dopo terapia con docetaxel, la somministrazione di cabazitaxel e prednisone offre un prolungamento della sopravvivenza, rispetto a mitoxantrone e prednisone. Per permettere l’utilizzo di cabazitaxel prima della sua disponibilità in commercio sono stati avviati in tutto il mondo programmi per l’uso compassionevole (CUP) o di accesso allargato (EAP). In questo studio, pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer (leggi testo), sono riportati i risultati preliminari dei CUP/EAP europei, focalizzati sulla popolazione anziana (età ≥ 70 anni). I pazienti con tumore prostatico metastatico resistente alla castrazione in progressione, arruolati nello studio, hanno ricevuto cabazitaxel (25 mg/m2) e prednisone/prednisolone (10 mg) orale ogni 3 settimane fino a progressione della malattia, morte, tossicità inaccettabile o decisione del paziente o del medico. Il profilo di sicurezza è stato analizzato per gruppo d’età (< 70, 70 – 74, ≥ 75 anni) e l’influenza di variabili selezionate sulla neutropenia di grado ≥ 3 e/o sulle complicanze neutropeniche è stata analizzata in analisi multivariata. I ricercatori europei (in Italia, il gruppo del Presidio Ospedaliero San Donato di Arezzo) hanno arruolato 746 maschi (421 di età < 70 anni; 180 di 70 – 74 anni e 145 di età ≥ 75 anni). Il numero di cicli di cabazitaxel, le riduzioni di dose per ogni causa, i ritardi di somministrazione probabilmente correlati a eventi avversi di cabazitaxel e la tollerabilità erano simili nei tre gruppi d’età. L’uso profilattico di fattore stimolante la colonia dei granulociti (G-CSF) era più frequente nei maschi di età ≥ 70 anni. In analisi multivariata, l’età ≥ 75 anni, il primo ciclo di trattamento e un numero di neutrofili < 4000/mm3 prima dell’iniezione di cabazitaxel sono stati associati a un aumentato rischio di sviluppare neutropenia di grado ≥ 3 e/o complicanze neutropeniche. L’uso profilattico di fattori di crescita granulocitari a un determinato ciclo ha significativamente ridotto questo rischio del 30% (odds ratio 0.70; p = 0.04). In conclusione, i risultati di questo studio europeo suggeriscono che cabazitaxel possiede un profilo di sicurezza maneggevole nella pratica clinica quotidiana e l’uso profilattico di fattori di crescita granulocitari, specialmente al ciclo 1 e in pazienti di età ≥ 75 anni, è importante e migliora la tollerabilità nei pazienti anziani trattati con cabazitaxel.
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