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30 Novembre 2009

SICILIA: TUMORI, 90 MILA I MALATI, IN AUMENTO I DECESSI

In Sicilia aumentano i decessi dovuti ai tumori, soprattutto al polmone, e le più colpite sono le donne. È emerso dal convegno sull’oncologia in Sicilia, svoltosi a Palermo nella sede del Cerisdi. Fino a qualche anno fa si registrava un calo delle morti, ma la tendenza si è invertita. Presumibilmente, l’aumento della mortalità femminile è associato all’incremento del numero delle fumatrici e all’inadeguatezza della lotta contro il tabagismo. In Sicilia si muore di più rispetto al resto del Paese anche di cancro all’utero. Nell’Isola oggi sono più di 90.000 i malati di tumore e intorno a 16.000 i nuovi casi ogni anno. L’Osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana, ha promosso la realizzazione di un avanzato sistema informativo, che consente il monitoraggio tempestivo dell’andamento dei decessi. L’incremento dell’incidenza tumorale nella popolazione siciliana viene attribuito a una nuova cultura alimentare che sta abbandonando la dieta mediterranea, denotando cosi l’aumento di obesi che supera addirittura la media europea, ma anche al tasso di inquinamento sempre più alto. Gli screening sono fondamentali per una diagnosi precoce, ma secondo dati del 2007 in Sicilia sono inferiori rispetto ad altre aree del Paese. Il modello assistenziale più idoneo è quello dipartimentale, dove più specialisti possono accedere alla prestazione necessaria al paziente, mantenendone la centralità e ottimizzando l’uso delle risorse disponibili. La terapia medica oggi si avvale di farmaci biologici indirizzati al bersaglio (anticorpi monoclonali e piccole molecole) che vanno a colpire direttamente la cellula malata in modo selettivo, o impediscono ai vasi sanguigni di alimentare la massa tumorale, consentendo sopravvivenze e guarigioni importanti in termini percentuali. Durante il convegno è stato consegnato al professor Ferruccio Fazio, viceministro della Salute, il premio “Omaggio alla Vita” 2009, promosso da AZ salute. “Negli ultimi anni – ha detto Fazio – abbiamo cominciato a preoccuparci dell’ammalato che non è solo un cittadino, è il simbolo delle sale d’attesa, il paziente ha bisogno di calore. La Nao ha fatto un’indagine l’anno scorso da cui è emerso che i cittadini considerano i medici ospedalieri competenti, che si fidano di loro ma il punteggio peggiore, secondo l’indagine è dato dalla scarsa attenzione che il cittadino percepisce e dal poco tempo che a egli viene dedicato. C’è bisogno – ha concluso – di umanizzazione in medicina, questo è settore in cui mi sento impegnato, e in cui spero di poter incidere in modo particolare, ottenendo risultati positivi”.
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