mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
12 Ottobre 2010

SIBIOC, USO BIOMARCATORI TUMORALI INAPPROPRIATO NEL 50% DEI CASI

Nel nostro paese si fa un uso inappropriato dei test clinici per diagnosticare il cancro. E’ per questo che la Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare (Sibioc), il Centro regionale biomarcatori dell’Azienda Ulss12 di Venezia e la Fondazione Abo (Applicazione delle biotecnologie in oncologia), in collaborazione con l’AIOM, hanno pubblicato la ‘Guida all’Uso Clinico dei Biomarcatori di Oncologia 2010′. L’iniziativa e’ patrocinata dalla Regione Veneto e dall’Istituto oncologico veneto. “Le prescrizioni mediche scorrette riguardo i biomarcatori tumorali – ha detto Roberta Pacifici, presidentessa della Sibioc – sono ancora oggi intorno al 50 per cento, e questo dato, piuttosto allarmante, ci ha spinti a collaborare con il Centro regionale biomarcatori della Azienda Ulss12 di Venezia, la Fondazione Abo e l’AIOM per editare la ‘Guida all’uso clinico dei Biomarcatori in Oncologia’”. Le fa eco Massimo Gion, coordinatore del gruppo di Studio della Sibioc sui marcatori tumorali e direttore del Centro regionale biomarcatori di Venezia e della Fondazione Abo, il quale precisa: “Attualmente i marcatori tumorali vengono utilizzati, almeno nel 50-60 per cento dei casi in maniera inappropriata e dunque inutile. Lo abbiamo dimostrato in uno studio pilota fatto su tre regioni, la Toscana, il Veneto e la Puglia e, se poi facciamo una proiezione su scala nazionale dei costi di tale uso inadeguato per il Sistema sanitario nazionale. Vediamo che l’inappropriatezza si traduce in un grande spreco di risorse, con una cifra di circa 60 milioni di euro ogni anno, spesi in analisi inutili di biomarcatori. Una cifra che e’ al netto di altri costi, come ad esempio quello dei materiali, senza poi contare il vissuto del paziente di fronte alla richiesta di queste analisi. E’ dunque necessario, oltre che proseguire la ricerca trovando miglior criteri di lettura e marcatori specifici, fare informazione su come utilizzare quelli già esistenti e promuovere la conoscenza delle linee guida per un loro uso corretto”. Ed e’ per questo, per cercare di utilizzare in modo corretto strumenti così preziosi come i marcatori in oncologia che così tanti partner istituzionali e scientifici hanno concordato di iniziare un percorso per il miglioramento, di cui la Guida e’ il primo importante passo. Alla Guida ha lavorato un team multidisciplinare di oltre 50 esperti afferenti a Sibioc, al Centro regionale di Venezia, a Fondazione Abo, all’Associazione italiana di oncologia medica, e ad altre principali società scientifiche italiane (Airo, Fadoi, Simg, Sigo e Siuro), i quali hanno rivisto sistematicamente tutte le linee guida disponibili, valutato criticamente le informazioni e sintetizzato le raccomandazioni, fornendo un quadro il più possibile esaustivo dei biomarcatori e di come essi devono essere utilizzati in oncologia.
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