venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
12 Ottobre 2009

SIAIS, DAL 1991 SOLO 9% OSPEDALI COSTRUITI CON CEMENTO ARMATO

Edifici vecchi, mal costruiti, spesso nemmeno messi a norma contro i terremoti. E’ la condizione degli attuali ospedali italiani. Solo il 9%, dal 1991 ad oggi, è stato costruito con cemento armato. E ben il 65% delle strutture attualmente presenti in Italia è stato costruito prima degli anni Settanta. Di questo si è parlato a Roma durante un incontro organizzato dalla Società italiana dell’architettura e dell’ingegneria per la sanità (Siais), che ha organizzato nella Capitale il suo terzo congresso nazionale. L’appuntamento che ha introdotto la ‘tre giorni’ romana è stato proprio l’incontro su ‘Sicurezza, qualità, etica nella progettazione degli ospedali. Il ruolo chiave dell’ingegnere ospedaliero all’interno dell’organizzazione sanitaria nella prevenzione del rischio. Quale futuro?’. Del 65% degli ospedali costruiti prima del 1970, ben il 35% risale a prima del 1940, con la costruzione di edifici prevalentemente in muratura. In particolare, nell’ultimo censimento effettuato, su circa 1000 presidi risultava che il 15% risaliva a prima del 1900, il 20% tra il 1900 e il 1940, il 30% tra il 1941 e il 1970, il 20% tra il 1971 e il 1990, il 15% dal 1991 ad oggi. E di questi ultimi, solo il 9% è stato costruito con cemento armato. Numeri allarmanti anche alla luce di quanto successo a L’Aquila con il terremoto del 6 aprile. “La gestione dei processi di rinnovo e trasformazione in sanità – ha osservato Daniela Pedrini, presidente Siais – richiede il coinvolgimento di professionisti tecnici nei processi di programmazione, progettazione e riorganizzazione”. Della stessa opinione Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenuto all’incontro. “La necessità di mantenere le strutture sanitarie del nostro Paese – ha sottolineato – è un problema prioritario per il servizio sanitario nazionale. Una figura tecnica come quella dell’ingegnere ospedaliero fino a qualche anno fa veniva considerata marginale rispetto ai problemi sanitari, ma oggi – ha concluso – il suo ruolo diventa fondamentale”. Secondo Gianfranco Finzi, presidente dell’Associazione nazionale dei medici delle direzioni ospedaliere (Anmdo), bisogna potenziare invece l’attività di controllo e manutenzione sulle strutture. “Le regole non mancano – ha sostenuto – sono severe e pressanti. Quel che occorre è vigilare di più ed evitare che vengano disattese. Abbiamo bisogno di professionisti formati – ha terminato – per implementare le attività di controllo”.
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