venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
20 Gennaio 2009

SETTE ITALIANI SU 10 SODDISFATTI DA SSN, PUBBLICO MEGLIO DEL PRIVATO

Il servizio sanitario pubblico sembra ancora riscuotere la fiducia di un numero cospicuo di italiani. A trent’anni dalla sua istituzione il Ssn raccoglie la fiducia di più di un italiano su due (il 54%) ed è preferito alla sanità privata che, contrariamente a molti luoghi comuni, piace solo a 3 italiani su dieci. Non solo: oltre sette italiani su dieci si dicono soddisfatti delle prestazioni ricevute. Tuttavia, l’Italia della salute sembra spaccata in due: una al Nord promossa a pieni voti e una al Centro-Sud, dove disfunzioni e carenze, in particolar modo organizzative e strutturali, fanno scendere il gradimento e la fiducia sotto la soglia del 50%. Sono questi i risultati principali dell’indagine promossa dall’Anaao Assomed e realizzata dalla Swg di Trieste su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 25 anni. Dall’indagine l’ospedale pubblico risulta come punto di riferimento principale per l’assistito e sembra resistere come presidio di qualità cui gli italiani continuano a rivolgersi con soddisfazione, anche al Centro e al Sud del Paese. La qualità delle cure e delle prestazioni ospedaliere è infatti giudicata soddisfacente dal 72% degli intervistati. Una media che comprende la soddisfazione del Nord (82%) ma anche quella del Centro (68%) e del Sud (57%). Giudizi quasi analoghi sul personale medico e sanitario, che risulta promosso dal 70% degli italiani (80% Nord, 63% Centro e 60% Sud). Gli ospedali del Sud sono invece penalizzati per la gestione, con giudizi che scendono sotto la soglia del 50% quando si parla di comfort, vitto, organizzazione, servizi di informazione e igiene. Nella rosa dei servizi socio sanitari cui il Governo dovrebbe dare attenzione si collocano ai primi posti e con identiche percentuali l’assistenza agli anziani, la sanità domiciliare e l’assistenza ospedaliera. Sono soprattutto le persone delle regioni del Sud/Isole (67%) a focalizzare la richiesta sull’assistenza ospedaliera, e percentuali superiori al dato medio si registrano tra i maschi e quanti hanno meno di 54anni (64%). La domanda di concentrare l’attenzione verso l’assistenza agli anziani proviene soprattutto dagli individui delle regioni del Centro (67%) e dagli over 65enni (64% contro il 50% di chi ha meno di 35 anni). Complessivamente più della metà della popolazione interpellata dichiara di avere fiducia nel sistema sanitario nazionale, fiducia che tocca oltre il 66% al Nord e cala di 20 punti percentuali nelle regioni del Centro (46%) e ulteriormente al Sud (41%). La fiducia cresce inoltre in misura direttamente proporzionale all’età e passa dal 42% di chi ha meno di 35 anni al 60% di chi ne ha più di 55 evidenziando forse un aspetto legato all’utilizzo. Circa la metà degli intervistati giudica positivamente la Sanità della sua Regione ed il servizio ospedaliero della sua città. I dati disaggregati evidenziano il disagio dell’utenza meridionale. Si passa infatti, da una valutazione positiva pari al 74% dei residenti nelle regioni del Nord ad una pari al 23% (che significa 77% di insoddisfazione) di chi sta al Sud. Anche il servizio di pronto soccorso che pur essendo uno dei servizi che producono un livello di soddisfazione medio (46%), segnala tra Nord e Sud una differenza di ben 20 punti percentuali. Simile il divario che si registra anche a proposito della qualità delle strutture ospedaliere, che a fronte di una soddisfazione media pari al 42% del campione evidenziano la distanza esistente tra le risposte di chi sta al Nord (53% soddisfatto) e quelle di chi sta al Sud o nelle Isole (22%). Le responsabilità degli episodi di malasanità che talvolta si verificano negli ospedali italiani vengono attribuite anche alle carenze del sistema sanitario, ma soprattutto all’incapacità di medici e operatori. E mentre i più giovani (under 35) sono più propensi a sostenere l’inadeguatezza del sistema (58%) gli over 55, nel 63% dei casi, indicano quella delle persone. La valutazione sulla buona preparazione dei medici ospedalieri appare trasversale e anche nelle zone più critiche del meridione, dove la sanità ha messo in evidenza più ombre che luci, la differenza con le risposte di chi vive al Nord appare limitata (72% contro 80%); leggermente più basso è invece il dato che si registra tra coloro che risiedono nelle regioni del centro che scende anche al di sotto di quello meridionale (68%).
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