Medinews
28 Ottobre 2014

SEI VS UN NUMERO INFERIORE DI CICLI PIANIFICATI DI CHEMIOTERAPIA DI PRIMA LINEA CONTENENTE DERIVATI DEL PLATINO PER IL TUMORE DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE: REVISIONE SISTEMATICA E META-ANALISI DEI DATI INDIVIDUALI DEI PAZIENTI

L’utilizzo di 6 cicli di chemioterapia di prima linea, contenente derivati del platino, non sembra migliorare la sopravvivenza globale, rispetto a 3 o 4 cicli, nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC). La chemioterapia contenente derivati del platino rappresenta il trattamento standard di prima linea nei pazienti con NSCLC in stadio avanzato, anche se il numero ottimale di cicli di trattamento rimane controverso. A questo scopo, ricercatori europei (in Italia, i gruppi dell’Ospedale S.G. Moscati di Avellino, Seconda Università di Napoli e Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G Pascale”, IRCCS, di Napoli) e sudcoreani hanno condotto una revisione sistematica della letteratura e meta-analisi dei dati individuali dei pazienti per comparare l’efficacia di 6 vs un numero inferiore di cicli pianificati di chemioterapia contenente derivati del platino. Tutti gli studi randomizzati che rispondevano a questi criteri erano eleggibili per l’inclusione nella revisione e meta-analisi. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, endpoint secondari erano la sopravvivenza libera da progressione, la percentuale di pazienti con una risposta obiettiva e la tossicità. Le analisi statistiche erano di ‘intention-to-treat’, stratificate secondo studio. La sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione sono state comparate con test log-rank e la percentuale di pazienti con una risposta obiettiva è invece stata analizzata con il test di Mantel-Haenszel. Analisi pre-specificate hanno esplorato le variazioni dell’effetto secondo studio e caratteristiche del paziente. Nell’analisi pubblicata sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract) sono stati identificati cinque studi eleggibili, i dati individuali dei pazienti erano disponibili per quattro di questi studi e includevano 1139 pazienti, 568 dei quali erano stati assegnati a 6 cicli e 571 a 3 cicli (due studi) o 4 cicli (due studi). I pazienti hanno ricevuto cisplatino in due studi o carboplatino in altri due. Non è stato evidenziato alcun beneficio con 6 cicli di chemioterapia sulla sopravvivenza globale (mediana: 9.54 mesi, IC 95%: 8.98 – 10.69, nei pazienti assegnati a 6 cicli, vs 8.68 mesi, IC 95%: 8.03 – 9.54, in quelli assegnati a meno cicli; hazard ratio [HR] 0.94, IC 95%: 0.83 – 1.07; p = 0.33), con una leggera eterogeneità tra studi (p = 0.076; I2 = 56%). Gli autori non hanno osservato evidenza di interazione del trattamento con istologia, sesso, performance status o età. La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata di 6.09 mesi (IC 95%: 5.82 – 6.87) nei pazienti assegnati a 6 cicli di chemioterapia e di 5.33 mesi (IC 95%: 4.90 – 5.62) in quelli assegnati a un numero inferiore di cicli (HR 0.79, IC 95%: 0.68 – 0.90; p = 0.0007). In totale, 173 di 419 pazienti (41.3%), assegnati a 6 cicli, e 152 di 416 pazienti (36.5%), assegnati a 3 o 4 cicli, hanno mostrato una risposta obiettiva (p = 0.16), senza eterogeneità tra i quattro studi. Anemia di grado 3 o superiore era leggermente più frequente nei pazienti sottoposti a un trattamento più lungo: 12 di 416 pazienti (2.9%), assegnati a 3 – 4 cicli, e 32 di 411 pazienti (7.8%), assegnati a 6 cicli, hanno manifestato anemia grave. In conclusione, 6 cicli di chemioterapia di prima linea contenente derivati del platino non hanno migliorato la sopravvivenza globale rispetto a 3 o 4 cicli nei pazienti con NSCLC in stadio avanzato. I risultati di questo studio suggeriscono quindi che pianificare meno di 6 cicli di chemioterapia rappresenta una valida opzione di trattamento per questi pazienti.
I dottori Antonio Rossi e Massimo Di Maio, dell’Ospedale S. G. Moscati di Avellino e Istituto Nazionale dei Tumori Fondazione “G. Pascale”, IRCCS, di Napoli, hanno offerto maggiori indicazioni sullo studio appena presentato. “I risultati della meta-analisi precedentemente riportati hanno chiarito alcuni aspetti relativi alla terapia di prima linea con regimi a base di platino nel trattamento del carcinoma del polmone non a piccole cellule avanzato. Innanzitutto, la meta-analisi ha incluso solo gli studi che confrontavano un numero pre-pianificato di cicli di chemioterapia e con soli regimi contenenti platino, avendo 6 come numero massimo di cicli da somministrare, cioè quello che normalmente viene effettuato nella pratica clinica. Il dato riportato inequivocabilmente ha definito che 6 cicli non migliorano la sopravvivenza. Questo ha consentito di rispondere in maniera ‘evidence-based’ a ciò che è riportato in tutte le linee guida, Nazionali e Internazionali, i cui dati si basavano su meta-analisi per dati estratti in cui venivano inclusi studi eterogenei per durata dei trattamenti e inclusione di regimi non contenenti platino, oppure su singoli studi che, peraltro, sono stati inclusi anche nella presente analisi. Altro dato importante è la conferma che, nei casi in cui si dovesse prendere in considerazione la terapia di mantenimento, 4 cicli con regimi a base di platino sono sufficienti come terapia di induzione. Una possibile critica alla meta-analisi potrebbe essere l’impiego di combinazioni di vecchia generazione. Infatti, alcuni studi erano stati condotti negli anni ’90. D’altra parte la revisione sistematica della letteratura non ha individuato confronti eleggibili che impiegassero schemi di recente generazione come cisplatino/pemetrexed. Pertanto la meta-analisi rappresenta la sintesi della migliore evidenza disponibile ad oggi. Inoltre la possibilità di utilizzare, nei casi selezionati, un trattamento di mantenimento consentirebbe ai pazienti di poterlo sopportare in maniera più adeguata perché non gravati dalla tossicità di ulteriori 2 cicli di platino. In conclusione, i risultati della presente meta-analisi aggiungono un ulteriore tassello alla definizione della migliore strategia terapeutica da impiegare nel trattamento del carcinoma del polmone non a piccole cellule avanzato.”
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