sabato, 25 giugno 2022
Medinews
10 Aprile 2012

SECONDO TRATTAMENTO CON CETUXIMAB NEL CANCRO COLORETTALE METASTATICO DOPO PROGRESSIONE

Un ulteriore trattamento con cetuximab dei pazienti con cancro colorettale metastatico può portare a nuovi e importanti benefici clinici che ritardano la progressione della malattia e migliorano le opzioni terapeutiche. Dati scientifici hanno evidenziato che durante la terapia con inibitori del recettore del fattore di crescita epidermica in pazienti con cancro colorettale non si manifestano mutazioni secondarie di K-RAS. Lo studio prospettico multicentrico di fase II, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract originale), ha esaminato l’attività di un nuovo trattamento con terapia contenente cetuximab. Il gruppo di oncologi dell’Università Campus Bio-Medico e di altre prestigiose istituzioni oncologiche italiane ha arruolato 39 pazienti refrattari a irinotecan, che avevano ricevuto beneficio dopo una terapia contenente cetuximab e irinotecan e successivamente sviluppato progressione del cancro colorettale. I pazienti sono stati sottoposti a una nuova linea di chemioterapia e infine, dopo nuova evidenza di progressione, sono stati ritrattati con la stessa terapia contenente cetuximab e irinotecan. I pazienti avevano effettuato un numero mediano di 4 linee terapeutiche prima dell’arruolamento in questo studio. La durata mediana dell’intervallo tra l’ultimo ciclo di terapia contenente cetuximab e il primo ciclo di ritrattamento è stata di 6 mesi. Il tasso di risposta globale è risultato pari al 53.8%, con 19 risposte parziali (48.7%) e 2 risposte complete (5.1%); la stabilizzazione della malattia è stata ottenuta nel 35.9% dei pazienti e la progressione si è manifestata in 4 (10.2%). La sopravvivenza mediana libera da progressione è durata 6.6 mesi. E infine, è risultata una correlazione significativa tra tossicità cutanea durante la prima terapia con cetuximab e quella durante il ritrattamento con il farmaco (p = 0.01). In conclusione, gli autori suggeriscono che un secondo trattamento con la stessa terapia contenente cetuximab può portare a nuovi e importanti benefici clinici che ritardano ulteriormente la progressione della malattia e migliorano le opzioni terapeutiche.
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