lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
4 Novembre 2008

SECONDE NEOPLASIE DOPO TRATTAMENTO DEL LINFOMA NON-HODGKIN DIFFUSO A GRANDI CELLULE B

Gli autori di questo studio, pubblicato nella rivista Haematologica (per scaricare l’abstract in inglese clicca qui), hanno utilizzato il database centrale del Gruppo Italiano Studio Linfomi (GISL) che raccoglie dati demografici, caratteristiche cliniche, parametri di laboratorio, modalità di trattamento e follow-up di una coorte di 1280 pazienti con linfoma non-Hodgkin diffuso a grandi cellule B, trattati tra il 1988 e il 2003, per valutare l’incidenza di seconde neoplasie. L’analisi dei dati indica che solo i pazienti più giovani presentano un’aumentata incidenza di seconde neoplasie, mentre per gli adulti di età > 59 anni l’incidenza era sovrapponibile a quella osservata nella popolazione generale italiana. I ricercatori hanno inoltre osservato che l’uso di trattamenti sempre più efficaci ha migliorato l’aspettativa di vita dei pazienti con linfoma non-Hodgkin, ma solo pochi studi hanno valutato l’intervallo di tempo libero da malattia prima della comparsa di una seconda neoplasia e la loro incidenza. Dopo un follow-up mediano di 51 mesi, 48 pazienti hanno sviluppato un secondo tumore: 13 neoplasie ematologiche e 35 tumori solidi. L’incidenza globale standardizzata nella coorte considerata (età mediana 58 anni) era sovrapponibile a quella della popolazione generale italiana. L’incidenza di seconde neoplasie era correlata all’età e in particolare i gruppi d’età 20-39 e 40-59 anni hanno mostrato un aumento del rischio. Globalmente, l’incidenza cumulativa di seconde neoplasie era 8.2% a 15 anni. L’analisi multivariata ha indicato che l’età adulta al momento della diagnosi di linfoma aveva un’influenza negativa sull’intervallo libero da seconda neoplasia.
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