mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
18 Settembre 2012

SCOMPENSO: FUNZIONE DIASTOLICA E CONSUMO DI OSSIGENO PREDICONO GLI ESITI

Uno studio multicentrico randomizzato e controllato (HF-ACTION) è stato progettato dai ricercatori del St. John Hospital and Medical Center di Detroit, Michigan, USA e del Hackensack University Medical Center di Hackensack, New Jersey, USA, per esaminare la sicurezza e l’efficacia dell’allenamento aerobico rispetto alla cura usuale in più di 2.300 pazienti (2.331) con insufficienza cardiaca sistolica. Mediante misure ecocardiografiche Doppler transtoraciche a riposo, nei pazienti con scompenso cardiaco si è valutato il valore predittivo dei seguenti parametri: dimensione diastolica del ventricolo sinistro, massa, frazione di eiezione sistolica e funzione diastolica, dimensione atriale sinistra e gravità del rigurgito mitrale, rispetto agli esiti primari di morte o ricovero ospedaliero e secondari di morte per malattia cardiovascolare o ospedalizzazione per scompenso cardiaco. Inoltre è stato confrontato il valore prognostico delle variabili ecocardiografiche rispetto al picco di consumo di ossigeno (VO2). Le misure ecocardiografiche della funzione diastolica ventricolare sono risultate fattori predittivi indipendenti più precisi rispetto alla frazione di eiezione ventricolare sinistra, ma meno efficaci rispetto alla misurazione del VO2 di picco. In conclusione, riportano gli autori, l’aggiunta di variabili ecocardiografiche della funzione diastolica ventricolare sinistra migliora il valore prognostico di un modello demografico e clinico di base per individuare precocemente i possibili esiti della malattia cardiovascolare.
American Journal of Cardiology
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