domenica, 26 settembre 2021
Medinews
3 Agosto 2009

SACCONI, COMMISSARIAMENTO PER AZZERARE DIVARIO TRA REGIONI

“L’obiettivo complessivo” del commissariamento, che è stato deciso dal Consiglio dei ministri per la Campania e il Molise, “è in sintesi quello di azzerare il divario tra Regioni, che induce molti cittadini alla mobilità territoriale per cercare altrove soluzioni adeguate ai propri bisogni di salute”. Lo scrive, in una nota, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, spiegando che il commissariamento dei servizi sanitari delle due regioni, “in coerenza con la linea già adottata per la regione Lazio”, ha portato il Governo a incaricare “della funzione commissariale i presidenti delle due Regioni, Antonio Bassolino e Michele Iorio, ai quali saranno affiancati due sub commissari di comprovata esperienza nella gestione di attività socio-sanitarie così come si è proceduto nella regione Lazio”. “Solo nel caso dell’Abruzzo – ricorda Sacconi – il commissario è stato individuato in una figura tecnico-professionale in quanto il presidente della Regione si trovava in stato di detenzione per le note vicende giudiziarie”, ovvero la presunta tangentopoli abruzzese che fece suonare le manette, lo scorso anno, del governatore Ottaviano Del Turco. In questi ultimi, come negli altri casi, “il commissariamento è stato un atto dovuto perché si sono prodotti i presupposti di legge sulla base delle conclusioni dei tavoli tecnici Stato-regioni dedicati alla verifica dei ‘piani di rientro dal disavanzo strutturale’ e dell’effettiva erogazione dei livelli essenziali di assistenza”. “Il commissariamento determina la sostituzione degli organi della Regione con un commissario che, ancorché coincidente con il presidente della Giunta, deve operare – ricorda il ministro – insieme con il sub-commissario, sulla base delle indicazioni del tavolo tecnico Stato-regione per azzerare il disavanzo”. “Non si tratta di un’attività meramente finanziaria – precisa Sacconi – ma di un processo di riorganizzazione che, sulla base dei modelli organizzativi già praticati nelle Regioni più efficienti, deve consentire la produzione di servizi territoriali socio-sanitari-assistenziali più diffusi e qualificati, di ricoveri ospedalieri appropriati in strutture pubbliche e private, dotate di adeguate tecnologie e professionalità e di una più generale razionalizzazione dei costi in un contesto di contabilità affidabile”. Obiettivo, dunque, quello di azzerare il divario esistente tra diverse regioni, che spesso – secondo il ministro – porta i cittadini bisognosi di cure a emigrare in una Regione del Paese diversa dalla propria. “Lo stesso tema della non autosufficienza trova risposte e soluzioni possibili soprattutto, e non a caso – secondo il ministro – là dove le funzioni ospedaliere sono razionalizzate e maggiore è l’impegno per i servizi extraospedalieri. Il percorso virtuoso può rivelarsi particolarmente celere e garantire in tempi brevi migliori servizi ai cittadini a costi più contenuti e certi come già accade nelle regioni meglio organizzate”.
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