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6 Luglio 2010

RUOLO DELLA SORVEGLIANZA NEL CANCRO ALLA PROSTATA IN STADIO INIZIALE

Nei pazienti sottoposti a sorveglianza per il cancro alla prostata a basso rischio, la mortalità specifica a 10 anni dalla diagnosi è molto bassa, intorno al 2.4%. Ciò indica che la sorveglianza può essere considerata una buona opzione nella gestione dei molti pazienti con malattia in stadio iniziale. Se a tutt’oggi il trattamento del cancro localizzato alla prostata è ancora controverso, non esistono però studi recenti di popolazione che includano dati su stadio, scala Gleason e livelli sierici di antigene prostatico specifico (PSA). I ricercatori afferenti al National Prostate Cancer Register (NPCR) of Sweden Follow-up Study, un’ampia popolazione nazionale, hanno identificato 6849 pazienti fino a 70 anni d’età. I criteri di inclusione nello studio pubblicato nella rivista Journal of the National Cancer Institute (leggi abstract originale) erano la diagnosi, ricevuta nel periodo gennaio 1997 – dicembre 2002, di cancro alla prostata localizzato, in stadio T1-2, punteggio Gleason inferiore o uguale a 7, livello di PSA sierico inferiore a 20 ng/ml e indicazione per un trattamento di sorveglianza (che includeva la sorveglianza attiva o vigile attesa, n = 2021) o ad intento curativo (che includeva la prostatectomia radicale, n = 3399, e la radioterapia, n = 1429). Tra i 6849 pazienti, 2686 avevano cancro alla prostata a basso rischio di progressione (stadio clinico T1, punteggio Gleason 2-6 e livelli di PSA sierico inferiori a 10 ng/ml). I ricercatori svedesi hanno correlato la popolazione dello studio al Registro Nazionale delle Cause di Morte e hanno quindi calcolato l’incidenza cumulativa di morte per cancro alla prostata e per altre cause. La mortalità cumulativa specifica a 10 anni per cancro alla prostata, calcolata per la combinazione dei tumori alla prostata a rischio intermedio e basso, era pari al 3.6% (intervallo di confidenza [IC] 95%: 2.7 – 4.8) nel gruppo sottoposto a sorveglianza e 2.7% (IC 95%: 2.1 – 3.45) nel gruppo con intervento curativo. Nei pazienti con malattia a basso rischio, i valori corrispondenti erano 2.4% (IC 95%: 1.2 – 4.1) nei 1085 pazienti sottoposti a sorveglianza e 0.7% (IC 95%: 0.3 – 1.4) nei 1601 pazienti in trattamento curativo. Il rischio di morte a 10 anni per altre cause era invece 19.2% (IC 95%: 17.2 – 21.3) nel gruppo in sorveglianza e 10.2% (IC 95%: 9.0 – 11.4) nel gruppo sottoposto a intervento curativo.
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