domenica, 26 settembre 2021
Medinews
9 Settembre 2009

RIVASCOLARIZZAZIONE DELLA TROMBOSI TUMORALE DELLA VENA PORTA CON SORAFENIB

Caso clinico di un paziente con carcinoma epatico avanzato con trombosi che in seguito alla terapia farmacologica ha mostrato evidenti segni di miglioramento

In una lettera pubblicata nell’American Journal of Gastroenterology (vedi riferimento articolo) viene descritto un caso clinico in cui la terapia con sorafenib ha permesso il controllo del carcinoma epatico in stadio avanzato con trombosi tumorale della vena porta (TTVP). La trombosi della vena porta è un’importante complicanza della cirrosi, che si presenta molto frequentemente nei pazienti con carcinoma epatico. Le cause principali della TTVP sono state identificate: invasione diretta della vena porta e produzione di citochine pro-coagulanti da parte delle cellule neoplastiche. La TTVP rappresenta uno dei fattori prognostici negativi più drammatici per i pazienti con carcinoma epatico. Un paziente di 64 anni, con cirrosi grave causata da infezione da HBV (Child B7, MELD 13) e varici esofagee F1-F2, si è presentato a giugno 2007 con peggioramento dell’ascite. La risonanza magnetica ha evidenziato un ampio carcinoma epatico infiltrante e TTVP. Poiché la lesione tumorale non era misurabile radiograficamente, il paziente è stato sottoposto a trattamento con sorafenib (400 mg b.i.d.). Dopo 15 settimane, il paziente è stato sottoposto nuovamente a risonanza magnetica che ha evidenziato una drammatica riduzione del calibro della vena porta e scomparsa del trombo. Il paziente era migliorato dal punto di vista clinico (Child A6, MELD 9) e durante il follow-up di 10 mesi non ha mostrato alcuna evidenza radiologica di progressione tumorale. L’efficacia del sorafenib sembra sia imputabile sia ad un effetto diretto sulle cellule neoplastiche che colonizzano il trombo, che indirettamente per modulazione delle citochine pro-trombotiche.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2009
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