sabato, 2 luglio 2022
Medinews
5 Giugno 2012

RIVALUTAZIONE PATOLOGICA DI ROUTINE NEL TRATTAMENTO DEL CANCRO MAMMARIO LINFONODO-NEGATIVO

L’esame patologico secondario di routine può influenzare la diagnosi e il trattamento delle pazienti che ricevono diagnosi di cancro alla mammella. L’impatto della revisione patologica sulle pazienti con cancro mammario linfonodo-negativo e la natura degli elementi patologici che portano alla modifica della gestione della malattia non sono stati ad oggi descritti esaurientemente. Ricercatori canadesi hanno incluso nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) pazienti con cancro mammario linfonodo-negativo, invasivo o in situ con linfonodi valutabili che si erano rivolte alla British Columbia Cancer Agency in due periodi di tempo tra il 2004 e il 2007. Patologi con esperienza nel cancro alla mammella hanno rivisto le cartelle originarie e gli esami istologici. Il test dei biomarcatori non è stato ripetuto di routine. La revisione delle cartelle cliniche è stata eseguita per valutare se la patologia originaria fosse variata e se la terapia raccomandata fosse stata modificata. Tra le 906 pazienti eleggibili, 405 (45%) hanno ricevuto una revisione della patologia. Comparazioni univariate hanno rivelato che queste pazienti erano più giovani (p < 0.001) e presentavano più probabilmente margini non definiti (p < 0.001), mentre le altre caratteristiche erano simili. In totale, 102 revisioni della patologia sono state documentate in 81 pazienti (20%). Gli elementi più frequentemente alterati erano il grado (40%) e lo stato linfovascolare (26%), linfonodale (15%) e dei margini (12%). Queste variazioni hanno portato a 27 modifiche del trattamento in 25 pazienti (6%), che sono state correlate allo stato linfonodale e dei margini e solo due su 27 erano invece correlate a test di biologia tumorale nelle donne con cancro mammario positivo ai recettori degli estrogeni e linfonodo-negativo. In conclusione, i tassi di variazione riportati in questo studio sono significativi e suggeriscono una revisione patologica secondaria di routine nelle pazienti con cancro alla mammella linfonodo-negativo o con carcinoma duttale in situ prima del trattamento decisivo. La revisione rimane dunque rilevante anche nell’era della valutazione delle firme di espressione genica per determinare lo stato dei margini e linfonodale.
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