domenica, 3 maggio 2026
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10 Ottobre 2011

RISONANZA MAGNETICA INTRAOPERATORIA ED ESTENSIONE DELLA RESEZIONE NELLA CHIRURGIA DEI GLIOMI

La risonanza magnetica (RM) utilizzata come guida intraoperatoria nella chirurgia dei gliomi fornisce immagini che permettono di ottenere una buona resezione del tumore. La RM intraoperatoria è sempre più usata in neurochirurgia, sebbene ancora poche evidenze ne giustifichino l’applicazione. Neurochirurghi e neuroradiologi della Goethe University di Francoforte hanno valutato l’efficacia della guida con RM intraoperatoria sull’estensione della resezione del glioma. Gli autori dello studio prospettico, randomizzato, in parallelo, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) hanno arruolato 58 pazienti adulti (età ≥ 18 anni) con gliomi evidenziati dall’accumulo del mezzo di contrasto e con indicazione alla resezione radiologicamente completa che si erano presentati alla Goethe University. I pazienti sono stati randomizzati (1:1) a blocchi di quattro, generati da computer, accompagnati da lettera sigillata che indicava il trattamento: chirurgia guidata da immagini con RM intraoperatoria o microchirurgia convenzionale (gruppo di controllo). I chirurghi e i pazienti erano a conoscenza dell’allocazione di trattamento, ma un neuroradiologo indipendente che ha valutato tutti i dati di immagine prima e dopo la chirurgia era in cieco. Endpoint primario era la percentuale di resezioni complete come indicato da una RM ad alto campo (1.5 T o 3.0 T) subito dopo l’operazione. L’analisi era condotta secondo protocollo. Dei 58 pazienti arruolati tra il primo ottobre 2007 e il primo luglio 2010, 24 dei 29 pazienti randomizzati alla RM intraoperatoria (83%) e 25 dei 29 controlli (86%) sono risultati eleggibili all’analisi (4 pazienti in ciascun gruppo avevano metastasi e un paziente nel gruppo assegnato a RM intraoperatoria ha negato il consenso dopo la randomizzazione). Un maggior numero di pazienti in questo gruppo ha ottenuto la resezione completa del tumore (23 di 24 pazienti, 96%) rispetto al gruppo di controllo (17 di 25, 68%; p = 0.023). Le percentuali postoperatorie di nuovi deficit neurologici erano simili nei due gruppi (3 di 24, 13%, nei pazienti assegnati a RM intraoperatoria vs 2 di 25, 8%, nei controlli; p = 1.0). Nessun paziente, che per la RM intraoperatoria è stato sottoposto a resezione continua del tumore residuale, ha manifestato deterioramento neurologico, mentre un paziente nel gruppo di controllo è deceduto entro 6 mesi dall’operazione.
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