Medinews
18 Settembre 2012

RISONANZA MAGNETICA E TOMOGRAFIA SPECT A CONFRONTO NELLA DIAGNOSI CORONARICA

Nei pazienti con sospetta malattia coronarica, la tomografia computerizzata a emissione di singolo fotone (SPECT) è il test più utilizzato per la valutazione di ischemia miocardica, ma la sua accuratezza diagnostica risulta variabile ed espone i pazienti a radiazioni ionizzanti. Scopo dello studio condotto presso il
Multidisciplinare Cardiovascular Research Centre e il Leeds Institute of Genetics dell’Università di Leeds, Gran Bretagna, era stabilire l’accuratezza diagnostica di un protocollo di risonanza magnetica cardiovascolare con angiografia coronarica a raggi x, lo standard di riferimento, e confrontarla con la SPECT. I pazienti con sospetto di angina pectoris e almeno un fattore di rischio cardiovascolare, sono stati sottoposti a risonanza, SPECT e ad un’angiografia coronarica invasiva a raggi x. Dei 752 pazienti arruolati, 4 su 10 (il 39%) presentavano malattia coronarica significativa, come identificato dall’angiografia a raggi x. Per il protocollo di risonanza la sensibilità è risultata del 86,5%, la specificità 83,4%, il valore predittivo positivo 77,2% e il valore predittivo negativo 90,5%. Per la SPECT la sensibilità è risultata del 66,5%, la specificità 82,6%, il valore predittivo positivo 71,4% e il valore predittivo negativo 79,1%. La sensibilità e il valore predittivo negativo tra risonanza e SPECT differivano perciò in modo significativo, non così la specificità e il valore predittivo positivo. Tale studio rappresenta la più ampia valutazione prospettica della risonanza magnetica cardiovascolare quale protocollo diagnostico nella malattia coronarica, concludono i ricercatori, e ne ha stabilito l’elevata accuratezza diagnostica e la sua superiorità sulla SPECT. La risonanza dovrebbe pertanto essere adottata più frequentemente di quanto si verifichi attualmente in clinica.
Lancet
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