Le alterazioni della sostanza bianca nel cervello, che risultano bianco-rosate alla risonanza magnetica, sono state collegate a decadimento mentale e a rischio di ictus e soprattutto di morte per questa causa. Più difficile, se non impossibile ancora, prevedere con questa tecnica quanto a lungo il paziente possa sopravvivere all’ictus. Lo studio ha seguito quasi 400 pazienti colpiti da ictus per 12 anni circa. Dopo aver considerato anche altri fattori di rischio, i ricercatori dell’Università di Tampere in Finlandia hanno potuto osservare che le gravi alterazioni della sostanza bianca cerebrale legate all’età sono associate a morte. Altri fattori predittivi negativi sono l’età avanzata e disordini del ritmo cardiaco, tra cui la fibrillazione atriale.
Reuters Health – Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry
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