Medinews
1 Marzo 2019

Risk of subsequent primary neoplasms in survivors of adolescent and young adult cancer (Teenage and Young Adult Cancer Survivor Study): a population-based, cohort study

Few studies have investigated the risks of subsequent primary neoplasms after adolescent and young adult (AYA) cancer. We investigated the risks of specific subsequent primary neoplasms after each of 16 types of AYA cancer. The Teenage and Young Adult Cancer Survivor Study is a population-based cohort of 200 945 survivors of cancer diagnosed when aged 15–39 years in England and Wales from Jan 1, 1971, to Dec 31, 2006. The cohort was established … (leggi tutto)

Nei pazienti oncologici liberi da malattia a distanza di anni dalla diagnosi, bisogna discutere anche l’aspetto del rischio di secondi tumori che potrebbero essere diagnosticati nel tempo. In particolare, gli autori dello studio recentemente pubblicato da Lancet Oncology, supportato dal Cancer Research UK, hanno analizzato l’incidenza di altri tumori in pazienti nei quali era stato diagnosticato un tumore in giovane età.
La pubblicazione presenta i risultati del Teenage and Young Adult Cancer Survivor Study, uno studio di coorte di popolazione, basato sui dati di oltre 200.000 pazienti, che avessero precedentemente ricevuto una diagnosi di cancro in un’età compresa tra 15 e 39 anni, in Inghilterra o in Galles, nel periodo compreso tra il 1971 e il 2006, e fossero vivi a 5 anni dalla diagnosi.
L’analisi ha evidenziato che i gruppi nei quali si è registrata una più elevata incidenza di secondi tumori sono stati i soggetti con prima diagnosi di tumore della mammella, di tumore della cervice, di tumore del testicolo e di linfoma di Hodgkin. Un’elevata percentuale dei casi di secondi tumori “in eccesso” è spiegata da pochi tipi di tumori: l’identificazione di “cluster” di tipi di secondi tumori ha delle ovvie implicazioni nel consentire di identificare le priorità del follow-up a lungo termine. Da sottolineare il dato relativo all’eccesso di successivi tumori del polmone in chi da giovane ha ricevuto una prima diagnosi di altra neoplasia: oltre a fattori di predisposizione genetica, probabilmente un ruolo importante in tale associazione è rappresentato dal rischio legato alla radioterapia ricevuta come parte del trattamento dei primi tumori, nonché all’aumento dell’abitudine al fumo di sigaretta in tali pazienti, con i rischi ad esso associati.
Lo studio ha come punto di forza la grande numerosità della casistica analizzata, e si propone come il maggiore studio mai realizzato con l’obiettivo di descrivere i rischi di successivi tumori dopo diagnosi di specifici tipi di tumore in giovane età. Inoltre, come gli autori sottolineano, è il primo studio a descrivere il rischio in eccesso, relativo a specifici tipi di tumori successivi.
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