sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
2 Novembre 2010

RISCHIO PIÙ ELEVATO DI OSTEONECROSI DELLA MANDIBOLA CON BIFOSFONATI E SUNITINIB

La mucosite del cavo orale indotta dal farmaco anti-tumorale costituirebbe un fattore di rischio addizionale per i pazienti con carcinoma renale in trattamento con agenti che inibiscono il riassorbimento osseo. L’osteonecrosi conseguente soprattutto a somministrazione endovenosa di bifosfonati, prescritti per patologie metaboliche e oncologiche dell’apparato scheletrico, rappresenta un grave effetto collaterale di questi farmaci. L’estrazione dentaria è la più frequente causa scatenante di osteonecrosi. In alcuni casi l’osteonecrosi si sviluppa spontaneamente, ma alcune localizzazioni anatomiche aumentano il rischio. Sunitinib, inibitore della tirosin-chinasi, è una delle terapie target utilizzate per il carcinoma renale che notoriamente induce mucosite del cavo orale, quale effetto collaterale, e nei pazienti trattati con bifosfonati ciò può aumentare il rischio di osteonecrosi. Nell’articolo pubblicato nella rivista Oral Surgery, Oral Medicine, Oral Pathology, Oral Radiology, and Endodontology (leggi abstract originale), gli autori presentano tre casi di pazienti con carcinoma renale in trattamento con bifosfonati che hanno sviluppato osteonecrosi della mandibola durante o dopo terapia con sunitinib. In due pazienti, l’osteonecrosi della mandibola è stata collegata alla comparsa di mucosite dopo assunzione di sunitinib; il terzo paziente ha mostrato recidiva delle lesioni osteonecrotiche immediatamente dopo ripresa della terapia con il farmaco. Poiché la mucosite orale si manifesta durante la terapia target e può aumentare il rischio di osteonecrosi in pazienti trattati con bifosfonati, gli autori suggeriscono uno stretto controllo del cavo orale durante terapia con sunitinib e la somministrazione endovenosa di bifosfonati. La mucosite infatti potrebbe rappresentare un fattore di rischio di osteonecrosi della mandibola.
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