Medinews
31 Marzo 2014

RISCHIO DI TOSSICITÀ CON TRASTUZUMAB, DA SOLO O IN COMBINAZIONE, IN PAZIENTI ANZIANE CON TUMORE MAMMARIO

Il tumore mammario in età avanzata è associato a elevati tassi di recidiva e morte, soprattutto a causa di “under-treatment”. La sovra-espressione di HER2 (human epidermal growth factor receptor type 2) non è comune nelle donne anziane e la chemioterapia contenente trastuzumab non è offerta frequentemente a queste pazienti per la sua cardiotossicità. I ricercatori dell’Università di Messina hanno riesaminato, retrospettivamente, le cartelle cliniche di pazienti consecutive, di età ≥ 70 anni, con tumore mammario HER2-positivo, trattate tra il 2005 e il 2010 presso i centri partecipanti. Tutte le pazienti erano state sottoposte a valutazione geriatrica multidimensionale (MGA). Nello studio pubblicato sulla rivista Oncology, sono state identificate 59 pazienti e 51 (età mediana 76 anni) erano valutabili. Il tasso di un qualsiasi evento avverso era pari al 20% (10 pazienti su 51), ma il più importante evento avverso di tipo cardiologico era lo scompenso cardiaco congestizio sintomatico (CHF; n = 1; 2%), seguito dalla riduzione asintomatica della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF; n = 6; 12%). Altre tossicità includevano reazioni moderate di ipersensibilità durante infusione di trastuzumab (n =3; 6%). Ipertensione, obesità, precedente esposizione ad antracicline e chemioterapia concomitante sono state associate a una maggiore incidenza di eventi tossici. Una precedente radioterapia, la concomitante terapia endocrina e regimi diversi contenenti trastuzumab non sembravano invece influenzare la tossicità. In conclusione, i dati di questo studio suggeriscono un buon profilo di sicurezza di trastuzumab in donne, non fragili, di 70 anni o più, e che questi risultati favorevoli possono essere correlati a un numero limitato di pretrattamenti con antracicline, alla selezione delle pazienti e a uno stretto monitoraggio cardiologico.
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