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11 Luglio 2011

RISCHIO DI PROGRESSIONE MALIGNA NEI PAZIENTI CON ESOFAGO DI BARRETT

Ricercatori del Belfast Health and Social Care Trust e della Queens University di Belfast hanno osservato un rischio di progressione maligna tra i pazienti con esofago di Barrett più basso di quanto precedentemente riportato. Queste conclusioni suggerirebbero che le strategie di sorveglianza attualmente raccomandate non sono costo-efficaci. L’esofago di Barrett è una lesione precancerosa che predispone all’adenocarcinoma esofageo, sebbene la sua incidenza vari considerevolmente nei pazienti che la manifestano. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute (leggi abstract originale) hanno esaminato il rischio di progressione maligna nei pazienti con esofago di Barrett usando i dati dal Northern Ireland Barrett’s esophagus Register (NIBR), uno dei più ampi registri al mondo di popolazione su questa patologia che includeva ogni adulto con diagnosi di esofago di Barrett tra il 1993 e il 2005 in Irlanda del Nord, e hanno seguito 8522 pazienti con esofago di Barrett, definito come epitelio colonnare nell’esofago con o senza metaplasia intestinale, fino alla fine del 2008. I pazienti con adenocarcinomi incidentali dell’esofago o del cardias o con displasia di alto grado dell’esofago sono stati identificati abbinando il NIBR con il Registro del Cancro dell’Irlanda del Nord e i decessi sono stati ottenuti per abbinamento con i dati del Registrar General’s Office. L’incidenza degli esiti di cancro o di displasia di alto grado è stata calcolata in termini di eventi per 100 persone-anno di follow-up (% per anno) e modelli del rischio proporzionale di Cox sono stati utilizzati per determinare l’incidenza per anno, sesso, lunghezza del segmento con caratteristiche istologiche tipiche dell’esofago di Barrett, presenza di metaplasia intestinale, esofago di Barrett macroscopico o displasia di basso grado. Tutti i valori di p derivavano da test a due code. Dopo un follow-up medio di 7.0 anni, 79 pazienti hanno ricevuto diagnosi di cancro all’esofago, 16 di cancro al cardias e 36 di displasia di alto grado. Nell’intera coorte, l’incidenza combinata di cancro esofageo o del cardias o di displasia di alto grado è risultata 0.22% per anno (intervallo di incidenza [IC] 95%: 0.19 – 0.26). Metaplasia intestinale è stata osservata nel 46.0% dei pazienti. In questi ultimi, l’incidenza combinata è risultata dello 0.38% per anno (IC 95%: 0.31 – 0.46). Il rischio di cancro era significativamente elevato nei pazienti con o senza metaplasia intestinale alla biopsia (0.38 vs 0.07% per anno, hazard ratio [HR] = 3.54, IC 95%: 2.09 – 6.00; p < 0.001), nei maschi rispetto alle femmine (0.28 vs 0.13% per anno, HR = 2.11, IC 95%: 1.41 – 3.16; p < 0.001) e nei pazienti con displasia di basso grado rispetto all’assenza di displasia (1.40 vs 0.17% per anno, HR = 5.67, IC 95%: 3.77 – 8.53; p < 0.001).
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