lunedì, 25 ottobre 2021
Medinews
22 Novembre 2012

RISCHIO DI MORTALITÀ CARDIOVASCOLARE A LUNGO TERMINE CON VALORI DI PRESSIONE ELEVATI

Uno studio di popolazione giapponese, condotto dal Gruppo di Ricerca NIPPON DATA80, ha indicato un rischio, sia assoluto che relativo, di mortalità cardiovascolare e ictus nei pazienti che presentano una pressione arteriosa al di sopra del normale nei successivi 24 anni. Questo rischio è particolarmente evidente nei più giovani e suggerisce l’importanza della prevenzione primaria. Nelle popolazioni occidentali, la pressione arteriosa (basale) sembrerebbe predire un rischio di morte per malattie cardiovascolari nei successivi 20 anni, mentre l’evidenza è limitata in Asia dove l’ictus è frequente. Gli autori dello studio hanno seguito per 24 anni un campione nazionale di popolazione di circa 8.600 giapponesi, di 30 anni o più, con storia di malattia cardiovascolare e che assumevano anti-ipertensivi. Nel periodo di studio sono state osservate circa 690 morti per cause cardiovascolari. I rapporti di rischio di mortalità cardiovascolare sono progressivamente e significativamente aumentati dalla fase di pre-ipertensione, con il 43 e 48% dei pazienti con pressione arteriosa basale non normale deceduti rispettivamente per malattia cardiovascolare o ictus. Il rischio e la frazione di popolazione attribuibile erano superiori nei più giovani (30 – 59 anni) che in quelli più anziani (più di 60 anni), in particolare nei maschi giovani l’81% di decessi per malattia cardiovascolare si spiegava con una pressione non normale.

Journal of Hypertension
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