mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
13 Ottobre 2009

RISCHIO DI CANCRO IN PAZIENTI CON INFEZIONE DA HIV

Una terapia antiretrovirale combinata (TARc) iniziata precocemente potrebbe rappresentare una protezione contro il cancro individuale solo se innalza o mantiene il numero di CD4 sopra il valore di 500 cellule/μL. Ciò si può ottenere solo con una diagnosi precoce dell’infezione da HIV e iniziando immediatamente il trattamento. Lo conferma uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale). Il ruolo che immunodeficienza, carica virale di HIV e TARc esercitano sul rischio di cancro specifico in pazienti con infezione da HIV-1 è stato fino ad ora poco studiato. Ricercatori francesi, sotto l’egida della Agence Nationale de Recherches sur le SIDA et les hépatites (ANRS), dell’INSERM e del ministero della Salute francese, hanno valutato l’incidenza di tumori Aids-associati (sarcoma di Kaposi, linfoma non-Hodgkin e cancro alla cervice) e di tumori tradizionalmente non Aids-associati (linfoma di Hodgkin, cancro al polmone, al fegato e all’ano) in 52278 pazienti con infezione da HIV registrati nel French Hospital Database nel periodo 1998-2006 (follow-up mediano di 4.9 anni; IQR 2.1-7.9; 255353 persone-anno). Gli stessi ricercatori hanno testato, con regressione di Poisson, 78 modelli con diverse classificazioni di immunodeficienza, carica virale e TARc. Il numero attuale di CD4 era il fattore di rischio predittivo migliore per tutti i tipi di tumori ad eccezione del cancro anale. Rispetto ai pazienti con numero di CD4 superiore a 500 cellule/μL, i rapporti percentuali variavano da 1.9 (IC 95%: 1.3-2.7) per un valore di CD4 di 350-499 cellule/μL a 25.2 (17.1-37.0) per valori inferiori a 50 cellule/μL per il sarcoma di Kaposi (p < 0.0001), da 1.3 (0.9-2.0) a 14.8 (9.7-22.6) per il linfoma non-Hodgkin (p < 0.0001), da 1.2 (0.7-2.2) a 5.4 (2.4-12.1) per il linfoma di Hodgkin (p < 0.0001), da 2.2 (1.3-3.6) a 8.5 (4.3-16.7) per il cancro polmonare e da 2.0 (0.9-4.5) a 7.6 (1.7-20.8) per quello epatico (p < 0.0001). Per il cancro alla cervice, i ricercatori hanno notato un potente effetto del numero di CD4 (RR 0.7 per log2; IC 95%: 0.6-0.8; p = 0.0002). Il rischio di sviluppare sarcoma di Kaposi e linfoma non-Hodgkin aumentava quando i livelli plasmatici di RNA-HIV era superiore a 100000 copie/mL rispetto ai pazienti con carica virale sotto controllo (RR 3.1; IC 95%: 2.3-4.2; p < 0.0001 e RR 2.9; IC 95%: 2.1-3.9; p < 0.0001, rispettivamente), mentre la TARc era associata in modo indipendente a diminuita incidenza (RR 0.3; IC 95%: 0.2-0.4; p < 0.0001 e RR 0.8; IC 95%: 0.6-1.0; p = 0.07, rispettivamente). Il rischio relativo (RR) di cancro alla cervice per i pazienti che ricevevano TARc era 0.5 (IC 95%: 0.3-0.9; p = 0.03), mentre quello per il cancro anale aumentava con il tempo durante il periodo con valore di CD4 inferiore a 200 cellule/μL (1.3 per anno; IC 95%: 1.2-1.5; p = 0.0001) e carica virale superiore a 100000 copie/mL (1.2 per anno; IC 95%: 1.1-1.4; p = 0.005). I ricercatori auspicano lo sviluppo di programmi di screening cancro-specifici nei pazienti con infezione da HIV per assicurare ai pazienti una diagnosi precoce e l’inizio immediato del trattamento.
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