domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
16 Marzo 2010

RISCHIO DA INQUINAMENTO MAGGIORE NELLE CITTA’ DEL MEZZOGIORNO

L’inquinamento aumenta i rischi di ricovero e i tassi di mortalità per malattie cardiovascolari e respiratorie, specie per gli abitanti delle città del Sud Italia. Fra le ipotesi che spiegano il maggiore rischio del Meridione ci sono sia la tendenza a tenere le finestre aperte, sia il possibile effetto delle radiazioni solari sul particolato, che rende i composti più tossici e attivi E’ quanto emerge dallo studio ‘EpiAir’, del ministero della Salute realizzato attraverso il Ccm (Centro di controllo delle malattie). La ricerca ha analizzato per 2 anni l’aumento dei rischio per la salute nei 6 giorni successivi i picchi di inquinamento in 10 città italiane (Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo e Cagliari). Lo studio, presentato a Parma alla Conferenza Oms su Ambiente e Salute, è stato appena prorogato per un altro biennio, fino al 2012, ed esteso ad altre 5 città (Trieste, Genova, Ancona, Napoli e Bari). La prima fase dello studio, conclusa a fine 2009, ha evidenziato che il rischio di mortalità raddoppia nei giorni del picco, aumentando dello 0,7% per ogni incremento di 10 microgrammi/metro cubo di Pm10 rispetto allo 0,3%. Nella classifica delle città con maggiori incrementi di rischio, al primo posto si piazza Palermo mentre Milano è all’ultimo. Stessa classifica ‘geografica’ per i ricoveri per patologie cardiovascolari, quali infarto, angina e scompenso cardiaco, e respiratorie come bronchiti, polmoniti e asma. In particolare si è rilevato che gli effetti dello smog sul rischio di ricovero per malattie cardiovascolare è più immediato, ovvero nei primi 2 giorni dal picco di inquinamento, ed è pari allo 0,7%, mentre per quelle respiratorie l’effetto è ritardato ai 5 giorni successivi.

Adn
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