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30 Ottobre 2012

RILEVANZA DELLA REVISIONE PATOLOGICA SULLA CLASSIFICAZIONE DELLO STATO LINFONODALE NELLE PAZIENTI CON TUMORE DEL SENO

La revisione patologica modifica la classificazione istologica linfonodale nel 24% dei casi; principalmente innalzando lo stadio e quindi mostrando una potenziale rilevanza clinica per le singole pazienti. Nello studio MIRROR (Micrometastases and Isolated tumor cells: Relevant and Robust Or Rubbish?), lo stadio pN0(i+) e pN1(mi) sono stati associati a una ridotta sopravvivenza libera da malattia (DFS) a 5 anni rispetto a pN0. Lo stato linfonodale è stato valutato dopo revisione patologica centrale e nuova stadiazione utilizzando la sesta classificazione AJCC. Gli autori olandesi hanno esaminato l’impatto della revisione patologica in uno studio, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), in cui sono state incluse pazienti con tumore mammario in stadio iniziale, favorevole, pN0, pN0(i+) o pN1(mi), secondo la classificazione attribuita da patologi locali dopo esame del linfonodo sentinella. Lo studio ha valutato l’impatto della revisione patologica sullo stato linfonodale (n = 2842) e sulla DFS a 5 anni in pazienti che non hanno ricevuto terapia adiuvante (n = 1712). In sintesi, il 22% delle 1082 pazienti con stadiazione iniziale pN0 ha visto adeguare la stadiazione a un livello più alto. Tra le 623 pazienti originariamente in pN0(i+), l’1% ha ricevuto una stadiazione più bassa e il 26% più alta, mentre tra le 1137 pazienti in stadio pN1(mi), al 15% è stato assegnato uno stadio più basso e all’11% più alto. Inizialmente, la DFS a 5 anni era dell’85% nelle pazienti in stadio pN0, del 74% in pN0(i+) e del 73% in pN1(mi), con un rapporto di rischio (HR) rispettivamente di 1.70 (intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.27 – 2.27) e di 1.57 (IC 95%: 1.16 – 2.13), relativamente a pN0. Dopo revisione della stadiazione, la DFS a 5 anni è risultata dell’86% per pN0, del 77% per pN0(i+), del 77% per pN1(mi) e del 74% per pN1+. In conclusione, dopo revisione patologica la classificazione dello stato linfonodale è stata modificata nel 24% dei casi, assegnando prevalentemente una stadiazione più alta, con una potenziale rilevanza clinica per ogni singola paziente. L’associazione di cellule tumorali isolate e micrometastasi con l’esito è invece rimasta invariata. Gli autori dello studio suggeriscono quindi l’inclusione della stadiazione linfonodale, nel controllo di qualità del tumore mammario.
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